I COMPRO ORO ACQUISTANO L’ANIMA. E I RICORDI PIU’ CARI DELLE PERSONE

Marianna Pollieri

DI MARIANNA POLLIERI

E’ successo nel comune di Oristano, in Sardegna: una ragazza entra in un negozio per vendere degli oggetti in argento ed acquistare, con il ricavato, un bel vestito, ma trova di fronte a sé una donna anziana che sta impegnando la sua fede nuziale per poter riuscire a pagare le tasse. L’anziana, tutta vestita di nero, con aria quasi intimorita e molto triste e rammaricata, estrae dalla tasca della sua lunga gonna un fazzoletto, all’interno del quale vi è raggomitolato il suo anello nuziale che porge al banco del “Compro oro”. Mentre la commessa si accerta dell’autenticità dell’oggetto, iniziano a scendere dal volto dell’anziana signora silenti lacrime; la commessa alza lo sguardo e con stupore le domanda se ci ha ripensato; la donna risponde di no: deve venderlo, poiché quei soldi gli serviranno per pagare le tasse. Settanta euro, settanta miseri euro, stanno dividendo per sempre l’amato ricordo, il ricordo di tanti anni di matrimonio, di tanti momenti felici, dall’anulare dell’anziana signora. Ma non si può fare altrimenti, in questi momenti difficili e di crisi, bisogna separarsi anche dai ricordi più cari per poter continuare a vivere. Prima di ricevere i soldi, la signora si fa ridare indietro l’anello “Voglio baciarlo per l’ultima volta”, dice con voce tremante e nel farlo, il suo pianto silente diventa singhiozzante e doloroso, talmente doloroso che commuove sia la commessa, che la ragazza entrata poco prima per vendere i suoi oggetti; quest’ultima pensa che acquistare un bel vestito non la renderà di certo felice, o comunque, non la renderà felice quanto il fatto di vedere l’anziana signora di nuovo con il suo anello nuziale al dito. Vende, pertanto, i suoi oggetti in argento e chiede alla commessa di avere in cambio la fede della triste donna per restituirgliela, per rimetterla lì, dove è giusto che stia.
Questo è accaduto meno di un mese fa ed è solo una delle tante piccole storie infelici e commoventi che si vivono ai giorni d’oggi; solo una delle tante piccole storie che ci fanno comprendere ancor più la difficile situazione in cui si trovano le persone sole, anziane, già di per sé punite da questo Paese che  sta togliendo, man mano, anche i ricordi. Ma se, da una parte, tutto ciò affligge ed impietosisce i cuori e gli animi di chi legge, dall’altra fa arrabbiare ed infuriare le menti di chi sa che questo dolore, queste lacrime, non dovrebbero esistere, perché c’è ancora “qualcuno” che, nonostante continui a chiedere sacrifici a chi già ne ha fatti troppi, si ostina a spendere ed a rubare dalle tasche di chi non ha più nulla da dare. C’è ancora una “Casta”, che gli unici tagli a cui si è sottoposta sono i tagli ai capelli da parte dei parrucchieri; sempre a spese nostre, ovviamente.

Pubblicato il 14 novembre 2012