I CONSIGLIERI DI PDL E LEGA FANNO SHOPPING. CON I SOLDI NOSTRI

Marianna Pollieri

DI MARIANNA POLLIERI

Indennità parlamentare, indennità d’ufficio, rimborso spese viaggio e soggiorno, ristorazione, noleggio, parcheggio. Che cosa sono? Solo alcuni dei nostri soldi che vanno a finire nelle tasche dei deputati, i quali percepiscono già uno stipendio mensile di 46.000 euro. Conti alla mano, ciascun deputato, ci costa mensilmente la faraonica cifra di 150.000 euro, 9.900 euro al giorno, 413.00 euro l’ora. Ma questo Paese non è in crisi? O è in crisi solo per il popolo? Più della Francia, più della Spagna, i parlamentari italiani sono coloro che hanno i più alti stipendi dell’Eurozona. Eppure, nonostante ciò, i nostri cari politici continuano a “farsi prendere con le mani nel sacco”, pronti a rubare più di quello che la stessa legislatura non gli permetta. Ingordi e mai sazi, da Fiorito a Maruccio, la lista degli indagati si estende cospicua, fino all’ultimo scandalo lombardo che vede protagonisti i capigruppo Valentini e Galli e coinvolti una quarantina di consiglieri per l’utilizzo illecito dei rimborsi regionali. Pare difatti che i consiglieri del Pdl e della Lega si siano fatti rimborsare con i soldi pubblici cappuccini e brioches del mattino, spuntini al McDonald’s con famiglie a seguito, degustazione di vini, cene offerte agli amici in vari ristoranti di lusso ed innumerevoli drinks quotidiani. Qualcuno, con gli stessi rimborsi, avrebbe acquistato anche dei videogiochi, mentre, un consigliere ha curiosamente utilizzato 750.00 euro di soldi pubblici per comprare proiettili e munizioni da caccia. Siamo talmente abituati agli scandali politici che stanno investendo la nostra Penisola negli ultimi tempi, che queste notizie passano oramai quasi inosservate ed è proprio questo il male peggiore: se da una parte, difatti, vi sono italiani agguerriti, sempre più arrabbiati e pronti a manifestare contro i tagli indegni a cui assistiamo ogni giorno, dall’altra troviamo concittadini talmente sfiduciati ed esausti che preferiscono cambiare canale quando si parla di scandali politici, far finta di niente e continuare ad andare avanti fin quando si può. L’Italia, insomma, è divisa in due. La “Casta”, invece, seppur rappresentata da partiti politici differenti, diviene in realtà, sempre più omogenea nei misfatti.