L’UOMO CHE AMA A META’.

Monia Lustri

DI MONIA LUSTRI

A volte mi domando se l’Amore è un sentimento uguale per tutti, anche se non tutti lo manifestano allo stesso modo. Una storia d’Amore, vissuta in un recente passato, ha fatto si che mi interrogassi su quanti modi esistono per voler bene ad una persona.

Questa è stata, decisamente, una relazione fuori dalle righe, accompagnata, per tutta la sua durata, da ripercussioni negative continue. All’inizio della relazione, in fase embrionale, quando lui mi amava a modo suo e condizionato dalle antipatie che altri soggetti, a lui vicini, provavano nei miei confronti, esternava la sua attrazione in modo conflittuale.

Pur di allontanarlo da me, gli hanno imposto accanto una donna disperatamente sola, sperando che attirasse la sua attenzione. Apparentemente asseconda il gioco dei colleghi, accetta la presenza forzata dell’intrusa: non può rifiutarsi. E arriva, di conseguenza, in rotta di collisione con me.

A questo punto, la relazione non decolla completamente, a causa di troppe interferenze. Lui si espone dichiarandomi il suo amore, ma lo fa velatamente, probabilmente non può mostrare pubblicamente i suoi sentimenti. Nonostante la sua dichiarazione, noto che, poco cambia nei nostri rapporti interpersonali. Vengo sempre dopo di ogni altro. Sicura dei suoi sentimenti nei miei confronti e, sicura dei miei, gli chiedo di mettere dei paletti. Noto con dispiacere, che i fatti non corrispondono alle parole. Sono liti continue.

Mi lasciò perplessa, quando disse pubblicamente, che il non dare incarichi ad una donna, non significava non amarla, e quindi erano due cose che non erano parallele. L’una cosa non esclude l’altra. Asserì che, sicuramente, le dimostrava più amore tenendola lontana da quella realtà. Nonostante cercassi di trovare una nota positiva in quel che diceva, non ero del tutto convinta, mi dava l’impressione che stesse cercando di dare un colpo al cerchio ed uno alla botte.

Il rapporto continuava fra alti e bassi. Mi garantì che altre donne non gli interessavano, però sapeva il fastidio che provavo poiché vedevo che alcune di queste non si limitava alla serietà e professionalità, anzi, qualcuna gli faceva gli occhi dolci, vistosamente. Lui le ha sempre tenute accanto anche quando queste stesse donne, alcune sposate, mi venivano a raccontare di come lui ci provava con loro in mia assenza, fra ammiccamenti, sfioramenti, occhiolini, ecc.. Sostenevano: voleva esser libero dai miei occhi altrimenti con me presente non avrebbe potuto ammiccare con qule altre. Mi è giunta voce, da persone esterne all’ambiente, anche di una pseudo biondona dai tacchi a spillo pure per fare la spesa, a cui lui avrebbe fatto della avances. Ma di questo non ho certezza non avendola costatata personalmente, anche se l’ombra del dubbio mi è rimasta.

La mia irritazione deriva dal fatto che, non si sottraeva a spasmodiche attenzioni di donne, ma teneva me e loro, giustamente, separate. Credo che un uomo innamorat, non possa apprezzare chi maltratta la sua compagna, anche se la loro relazione non è ufficiale. Si dovrebbe aver rispetto, di chi ti sta vicino. Quando il tuo lui autorizza degli estranei ad entrare in una vita, anche se non ufficiale, di coppia, automaticamente li autorizza a condizionarla.

A questo punto, la deduzione più logica, è che questo uomo ama a metà. Desidera la donna ma non può rinunciare alla sua claque.

Com’è, secondo voi, un uomo che ama per intero?