LA RESPONSABILITA’ DI ESSERE PAPA.

Vanni Capoccia

DI VANNI CAPOCCIA

A Nanni Moretti va riconosciuta la capacità d’avere un pensiero lungo. L’ha dimostrata quando salì su un palco e disse in faccia alle cariatidi della sinistra “con questi dirigenti non vinceremo mai”. Ancor di più in quasi tutti i suoi film. Compreso Habemus papam, nel quale metteva in luce quanto possa diventare insopportabile la responsabilità di diventare Papa. Il peso delle responsabilità, non la sofferenza e l’inadeguatezza fisica.

La sofferenza e l’inadeguatezza fisica sono parte della missione che lo Spirito Santo affida al Papa. Gli danno forza. Per anni Giovanni Paolo II ha sbattuto in faccia a tutti il martirio che gli infliggeva la malattia. Una sofferenza pubblica che, giorno dopo giorno, diventava rappresentazione della sua potenza. Più soffriva davanti al mondo, più il mondo si inchinava davanti a lui.

Chi ha una certa età ricorderà il dolore che traspariva da una lettera che Paolo VI inviò alle Brigate rosse. Li supplicava di liberare Aldo Moro, “vi prego in ginocchio, liberate l’on. Aldo Moro, semplicemente senza condizioni” c’era scritto. Il volto di Paolo VI era l’immagine dei suoi tormenti. Una sofferenza non solo psicologica se, ad un anno dalla morte, il suo segretario raccontò che Papa Montini in “circostanze significative” si cingeva con un cilicio acuminato.

Papa Giovanni XXIII fu fatto Papa a 77 anni. Scrissero che era di transizione. In cinque anni, nonostante il peso dell’età, portò la Chiesa al Concilio ed alla sua massima apertura verso il mondo. La gente, che a volte capisce al volo l’animo delle persone, lo chiamò il Papa Buono.

Per questo mi suonano strane le dimissioni di Benedetto XVI per motivi di salute. L’inadeguatezza fisica non rende difficile da svolgere il ruolo di Papa. Lo è l’inadeguatezza di fronte alle responsabilità e Papa Ratzinger ne ha dovute affrontare molte e gravose.

La pedofilia di tanti preti. Il problema della banca vaticana. Lo spionaggio dentro il Vaticano. Un fatto, quest’ultimo, che ha reso evidente quanto sia medioevale la Corte papale. Quante vipere vi si annidino e quanto siano potenti. Visto che il cosiddetto “vatileaks” ha avuto, come accade nei peggior gialli, un solo colpevole subito graziato: Paolo Gabriele, Il maggiordomo del Papa. Il maggiordomo, appunto.

È il peso di queste responsabilità non risolte che ha reso insopportabile per Benedetto XVI la missione affidatagli.

Pubblicato il 12 febbraio 2013. Ore 19.44.

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Nella foto, Papa Benedetto XVI.