CARO PSIC. CON UN FIGLIO DI DIECI ANNI,COME TI MUOVI SBAGLI.

DI PAOLO RICCI
Il mondo della prima adolescenza è un periodo di grandi cambiamenti…

…la crescita fisica è più rapida che in qualsiasi altro periodo (escluso il periodo intrauterino). Fa la sua comparsa la sessualità. Spesso i genitori si lamentano che i figli sono cambiati, dicono di avere in casa degli estranei non vedendo, però, che il bambino può sentirsi estraneo  a sé stesso. Il corpo subisce grandi trasformazioni accompagnate da emozioni forti. Gli ormoni possono far sentire il bambino triste, eccitato, esaltato, ecc., con una tendenza ad estremizzarne l’intensità. Si preoccupa molto del proprio corpo, delle sensazioni che avverte e delle apparenze: che aspetto ha e come viene percepito dagli altri. Lati della personalità cambiano. Alcune delle trasformazioni sono evidenti anche agli occhi degli adulti, che spesso rimarcano e commentano. Un’esperienza che i ragazzi e le ragazze sentono come molto privata e che invece è visibile a tutti.

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Una base sicura

In questo periodo di rapidi cambiamenti, di insicurezze, il bambino può avere la sensazione di aver perso il controllo di sé stesso. Ora più che in altre fasi di sviluppo è importante non lasciarsi invadere e sopraffare dai suoi sentimenti. La capacità di una madre di contenere il bambino quando è più piccolo, di trasformare sentimenti paurosi in emozioni più accettabili è una funzione molto importante anche con gli adolescenti, anche se deve assumere altre forme. Con il neonato che piange disperato è sufficiente tenerlo in braccio e consolarlo. L’adolescente mostrerà il proprio disagio in modo diverso, passando dalla collera alla provocazione, dalla paura alla tristezza e alla cnfusione; sarà inondato da tutte le emozioni.

A volte è utile parlargli, essergli accanto nei momenti di crisi , anche se è la situazione che c’è in casa, l’atmosfera che creiamo per lui che lo farà sentire al sicuro.

La nostra capacità di stabilire delle regole e di rispettarle, di avere le idee chiare su cosa è giusto e cosa non lo è, contribuiranno a fargli sentire che ha una base sicura dalla quale può avventurarsi nel mondo. La chiave, per i genitori, è essere forti e flessibili.

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Porre dei limiti ragionevoli
Nell’adolescenza le regole vengono spesso rifiutate, i limiti vengono considerati frustranti e a volte addirittura paralizzanti. Questo non significa che i genitori debbano rinunciare rinunciare.  Gli adolescenti hanno bisogno di infrangere le regole. Il genitore si trova a dover fare una scelta di equilibrio. L’esigenza è duplice. Innanzitutto, nella prima adolescenza i ragazzi hanno bisogno di genitori contro cui lottare, con cui scontarsi e litigare. Hanno bisogno di incontrare una certa resistenza per esplorare fino a che punto si possono spingere. E’ importante consentirgli di farlo e non sforzarsi troppo di essere un genitore “bravo”, quando quello che vuole è lottare contro il genitore “cattivo” che si è per lui in quel determinato momento. Magari il litigio con il genitore non è altro che un modo per scoprire quello che pensa veramente; rifiuterà il punto di vista del genitore per cercare una propria strada. Insistendo affinché i propri figli siano d’accordo o riconoscano che si è dalla loro parte non li aiuta ad affrontare il mondo. Avere un conflitto e risolverlo, invece, contribuirà a renderli più forti. Naturalmente, ci sono momenti i cui è indispensabile dire “no” con fermezza. A volte i figli desiderano veramente che gli vengano imposte delle restrizioni anche se sarà molto difficile che lo ammettano. Conta molto sia il modo come vengono espresse le regole che il modo in cui il genitore reagisce quando vengono messe in discussione. E’ di fondamentale importanza, quando un genitore è insicuro di cosa sia giusto per il figlio, essere flessibili e non cedere solo perché si vuole evitare un conflitto o non si sopporta la disapprovazione.

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Un’identità distinta

L’adolescenza è il periodo in cui si fanno le prove di un’identità indipendente. La famiglia non è più il metro di paragone, i genitori non sono più le persone che i figli desiderano emulare e non occupano più il posto centrale che avevano prima; vengono sostituiti dalla scuola e dagli amici, che diventano il principale interesse del ragazzo. Nel tentativo di diventare indipendenti, per gli adolescenti è importante prendere le distanze dal loro rapporto precedente con i genitori. C’è una ricerca di modelli al di fuori della famiglia, modelli con i quali potersi misurare. Si cercano idee ed ideologie, religioni, mode, modelli di ruolo. Alcuni di questi modelli saranno adulti del mondo della politica, della cultura, dello spettacolo, della musica, altri saranno semplicemente persone dell’ambiente in cui vive il ragazzo.

Ora sta al ragazzo decidere se ascoltare o meno le voci parentali della sua infanzia. Per aiutarlo ad interiorizzare il senso dei confini e dei limiti, bisogna consentirgli di scegliere liberamente. I genitori devono crescere e cambiare con i figli, devono trovare un nuovo modo di lasciarli andare, lasciare che si sviluppino diventando giovani adulti.

Molti adolescenti hanno bisogno di uno spazio autonomo, hanno bisogno di trovare da sé il loro posto nel gruppo dei pari. Per alcuni è più facile farlo escludendo per un certo periodo la famiglia. Dal punto di vista del genitore questo è strano se non preoccupante. Molti si sentono terribilmente esclusi e senza più controllo del figlio.

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Stili genitoriali ed emozioni dei figli

La sensazione di essere esclusi

Può essere molto duro per i genitori sopportare la sensazione di essere esclusi, ma è fondamentale per lo sviluppo dei figli. I genitori devono dire no al proprio desiderio di intimità e di coinvolgimento e dovranno adattarsi a essere disponibili solo quando il figlio li cerca, dimostrando di rispettare i suoi sentimenti e il suo bisogno di privacy.

Ricordarsi che sono vulnerabili

Anche se sembra non diano nessun peso all’opinione dei genitori, gli adolescenti sono molto sensibili a quello che si dice di loro. Quando parlano con tanta passione e convinzione fanno credere che di essere forti e determinati.

 

Disciplina e morale esagerati

Una disciplina esagerata, un atteggiamento troppo moralistico rischiano di essere controproducenti perché generano spesso un’intima ribellione, un segreto disprezzo, la sottomissione risentita di chi subisce una prepotenza. Il rischio è quello di incoraggiare i figli, senza volerlo,  verso atteggiamenti estremistici.

Come ti muovi sbagli!

L’adolescente fluttua fra momenti di indipendenza e di relativa maturità e altri di infantlismo capriccioso: così  i genitori sono spiazzati.

Se parlate al bambino che c’è ancora in lui, potrebbe criticarvi perché vi mostrate condiscendenti e non vi fidate di lui.

Se lo trattate da adulto si può sentire incalzato e poco accudito.

Sembra che qualsiasi  sia il suo aspetto a cui vi rivolgete, sbagliate sempre perché non tenete conto dell’altro.

Questa imprevedibilità a volte è disarmante e fa innervosire alimentando un senso di impotenza nei genitori.

I genitori devono cominciare ad accogliere gli aspetti nuovi, diversi del figlio. Devono rivedere la propria immagine di lui e di come lui si adatta ai cambiamenti che sente avvenire dentro di sé.
In parte sviluppiamo il senso di noi stessi, di chi siamo, vedendoci riflessi negli occhi degli altri. Ci conosciamo meglio vedendo come gli altri reagiscono a noi, osservando le emozioni che suscitiamo in loro.

Per l’adolescente può essere una grande fonte di stabilità sapere che i genitori hanno fiducia in lui, sanno che il bambino che hanno conosciuto fino a quel momento esiste ancora e rimarrà dentro alla nuova persona che si sta sviluppando.

I genitori possono contribuire accettando la ricerca di identità del proprio figlio e le molte sembianze che può assumere finché non trova quella che preferisce, forti della certezza che il nocciolo della sua personalità è buono.

Non è facile restarne convinti di fronte a un ragazzino ribelle, sporco, antisociale e altro. Ma il fatto di vedere riflessa negli occhi dei genitori questa visione positiva di lui accrescerà la sua autostima e lo aiuterà a fare scelte sagge.

Le femmine…

…devono affrontare non solo lo sviluppo fisico, ma anche l’inizio delle mestruazioni (comparsa del menarca) e la consapevolezza di poter potenzialmente diventare madri e di potersi quindi assumere delle responsabilità adulte, anche se sono ancora immature. La modifica delle proprie forme del corpo le espone a un nuovo rituale sociale di corteggiamento e di sguardi “interessati” da parte del “pubblico” maschile (purtroppo di ogni età).

I maschi…

…sono meno consapevoli della possibilità di generare prole e tutto quello che ne consegue, ma celano ansie rispetto alla propria virilità, che spesso associano alle conquiste e ai successi. Devono anche convivere con la strana esperienza della voce che cambia, che può sembrare un’altra persona che irrompe da dentro di loro in maniera improvvisae imprevedibile.

Gli adolescenti piangono spesso

Se hanno abbastanza confidenza con i genitori, comunicheranno il proprio disagio con frasi del tipo

– “Sono triste”

– “Mi sento solo”

– “A scuola non sono simpatico a nessuno”

-“Tutti ridono di me”

Occhio dunque a questi segnali.