IL PARLAMENTO RINNOVATO.

Vanni Capoccia

DI VANNI CAPOCCIA

Quando il Parlamento ed il Senato si riuniranno si capirà veramente la rivoluzione, anche antropologica, che c’è stata con le ultime elezioni. La cosiddetta seconda repubblica era rappresentata dalle volgarità dei leghisti e dalle loro cravatte verdi. Dagli ingozzatori di mortadella. Dall’arroganza data dal potere e dai soldi di molti berlusconiani. Dai vestiti di sartoria e dalle cravatte di Marinella degli uomini, dai tacchi a spillo e dai ritocchini di tante donne. Questa volta saranno i grillini ed i nuovi e le nuove del centrosinistra che ci descriveranno cos’è accaduto. Lo faranno con il loro modo di vestire, con il loro linguaggio, con le loro facce. Con la loro maniera di stare in Parlamento e con il fatto che, come mi auguro, si faranno chiamare deputati e non onorevoli. Mostreranno così, anche senza volerlo, tutto il vecchio che c’è nel Pdl e nella Lega.

 

È per questo che più tempo passa e meno il risultato elettorale mi preoccupa, e mi convinco che le votazioni siano state migliori di quello che pensavo appena letti i risultati. Più che uno scontro di idee e/o di gruppi di potere, sono state uno scontro generazionale. Beppe Grillo ha dato voce e forza alla generazione dei senza speranza e senza futuro ed è stato premiato. Il Pd c’è riuscito solo in parte perché solo in parte s’è rinnovato. Comunque, o dentro o fuori il Parlamento, la generazione dei vari Fini, Casini, D’Alema, Veltroni, Di Pietro, Rosi Bindi, La Russa, Cicchitto, Verdini, Santanchè ha fatto il suo tempo.

 

Ora tocca a questi giovani eletti. Se lo vorranno si riconosceranno nei gesti che fanno, nelle parole che usano, negli sguardi che hanno. Se si parleranno s’accorgeranno che molti dei problemi, necessità e sogni che avevano prima d’essere scelti erano simili. Che sono gli stessi dei loro coetanei che si aspettano che li risolvano e li realizzino per tutti. È per questo che vedo meno nero di prima, perché penso che potranno farlo solo discutendo e facendo insieme. Problema dopo problema. Necessità dopo necessità. Sogno dopo sogno.