IN DIRETTA DAL CONCLAVE. CHE PAPA SARA’

DI FABRIZIO FALCONI
Un Papa governatore o un Papa pastore ? Un Papa autorevole o un Papa capace di parlare al cuore ? Un Papa rigoroso con chi sbaglia e trama o uno capace di credere in una una Chiesa penitente, rinnovata, che abbia il coraggio di cambiare pagina e ricominciare dal messaggio evangelico ?
E’ questa, in fondo, la partita che si gioca nel prossimo Conclave che sta per iniziare tra poche ora.
Tutto si deciderà nelle prime due sedute, martedì pomeriggio e mercoledì mattina.   Se uno dei papabili che all’ingresso nella Sistina appaiono come favoriti, riuscirà a sfondare il muro dei suoi voti, dei voti già acquisiti, il Conclave potrebbe essere molto breve.
Nel caso contrario, i tempi allungati potrebbero favorire un outsider.
I porporati che ad oggi possono contare su un buon numero di voti appaiono tre o forse quattro.
Angelo Scola, il favorito numero uno, che però, non ha per ora convinto tutta la numerosa compagine degli italiani, molto frammentata.
Il brasiliano Odilo Scherer, nome gradito alla Curia e alla nutrita pattuglia dei sudamericani.
E poi uno degli americani: il cappuccino O’Malley, di cui abbiamo parlato ieri,  o gli altri accreditati Dolan o Wuerl.
Forse il canadese Marc Ouellet.
Oggi diversi Cardinali hanno celebrato la messa nelle rispettive parrocchie romane, di cui hanno il titolo.
Per molti di loro però questo è il primo Conclave. Il rischio di una frammentazione c’è, anche se in queste ora sono al lavoro pontieri e mediatori.
Staremo a vedere.
Quel che però appare evidente è che prima di scegliere il nome, bisognerebbe capire COSA si vuole fare, cosa a questo nome è richiesto o sarebbe richiesto di fare. Insomma, quale strada intraprendere.
La Chiesa cattolica si trova di fronte ad un bivio drammatico: da una parte c’è il rischio concreto di una sempre maggiore irrilevanza e di una scomparsa dall’orizzonte non solo dei riferimenti etici ma anche di quelli spirituali.   Dall’altra c’è un duro cammino di rinnovamento, quello che porterebbe al ri-ascolto di quello Spirito, di quella voce di Dio della quale parlava appassionatamente Etty Hillesum nei suoi diari,  dalla quale ci si è progressivamente allontanati, in nome dei nuovi idoli – controllo, potere, ricchezza, corruzione – dall’adorazione dei quali molti uomini di questa Chiesa non si sono dimostrati e non si dimostrano immuni.