PROFUMO DI DONNA.

Silvia Garambois

DI SILVIA GARAMBOIS

L’otto marzo quest’anno è iniziato prima… E’ cominciato all’inizio della settimana, con lo sciopero di Porto Torres: tutti uomini fuori dai cancelli della Fiamma2000 – azienda leader negli impianti a Gpl – contro il licenziamento delle uniche due donne. E’ cominciato a Milano dove a teatro è andato in scena il femminicidio, con “Desdemona e le altre”, allestito dalla rete di giornaliste GiULiA; e poi a Roma dove “Donne sull’orlo della crisi….”, convegno voluto dall’osservatorio inter-universitario di genere, è servito ad analizzare l’impatto della crisi economica sull’occupazione femminile.

L’8 marzo è iniziato prima – e continuerà tutto il mese: questa festa – tanto contestata negli anni Settanta dalle stesse festeggiate – è stata “riconquistata” dalle donne come una tribuna su cui brillano i riflettori: per difendere la legge 194 contro l’attacco all’aborto, per i consultori, per i centri anti-violenza; per denunciare le discriminazioni sul lavoro; per reclamare parità in democrazia e  democrazia paritaria nelle istituzioni; per rivendicare la memoria delle donne che hanno primeggiato (quelle a cui non è mai stata intitolata una via, nelle nostre città dove solo gli uomini sembrano avere diritto al ricordo); per ragionare di linguaggio e di media; per parlare di lavoro.

E se la sera c’è anche una pizza tra amiche, è perché le piazze delle donne hanno sempre profumo di festa. E di mimosa: che è un simbolo bello, di rinascita primaverile, voluto dalle nostre madri Costituenti perché – come disse Teresa Mattei, che lo aveva proposto – “rappresenta la gentilezza e l’unione delle donne, è sgargiante, poco costoso e si trova dappertutto”.

“Oggi, l(‘)otto. Anche domani” è forse lo slogan più bello della giornata: in un Paese tanto travagliato come il nostro, dove ogni bussola pare impazzita, la lotta e le rivendicazioni delle donne riportano al senso profondo della convivenza sociale, quella fatta di diritti della persona e del lavoro, di valori fondamentali e di etica, di condivisione e rispetto. Quando, se non ora…