DONNE , NON SIETE OBBLIGATE AD ABORTIRE.

Alessandra Busanel

DI ALESSANDRA BUSANEL

L’Uruguay presenta 67.000 firme per indire un referendum contro la legge sull’aborto approvata nell’ottobre del 2012.

La notizia basta da sola, non serve nessun commento, solamente una semplice frase.

Cerco di essere  più rispettosa possibile verso le idee altrui, e in questo caso soprattutto verso le scelte etiche e religiose di una persona.

Il fatto è che la legge sull’aborto è stata approvata in Uruguay nel 2012. Quattro mesi fa. Penso che non abbia fatto in tempo ad abortire legalmente nessuna donna, e neppure ad avviare le pratiche.

Depenalizzare l’aborto in un paese sudamericano nel 2012 è a mio parere una cosa terribile. Ed è una notizia che mi preoccupa.

Mi preoccupa non tanto la concezione che l’aborto sia sbagliato; questa è una concezione etica o religiosa, un’idea personale, e degna di rispetto per quanto non l’approvi.

Mi preoccupano di più altre due situazioni.

La prima è che l’aborto in Uruguay è stato depenalizzato quattro mesi fa. Fino a cinque mesi fa, se una donna decideva di interrompere la sua gravidanza per qualsivoglia motivo, era perseguibile per legge.

La seconda è che certi movimenti che si fondano su basi etico-religiose necessitino di così poche firme per poter  indire un referendum.

In poche parole, se io volessi indire un referendum a favore dell’eutanasia, potrei farlo raccogliendo un minimo di 52.000 firme. Pensate che in Italia me lo permetterebbero?

Negli Stati Uniti ogni giorno sorgono movimenti contro l’aborto e indicono manifestazioni anche abbastanza importanti. Ma nessuna di queste ha mai intaccato la legge statale.

John F. Kennedy diceva sempre che lui, in quanto cattolico, disapprovava nel suo intimo l’aborto e altre questioni sociali del genere; ma che, in quanto presidente degli Stati Uniti, doveva fare gli interessi del popolo e mettere da parte le sue convinzioni personali.

L’Uruguay come ultimo Paese in ordine temporale, ma altri ancora (mi azzardo ad inserire l’Italia) dovrebbe capire questo piccolo concetto.

Siamo un libero Stato, in cui si rappresentano i cittadini secondo il senso comune, e senza aderire ad etica o religione o convinzioni personali.

L’aborto è voluto dalla maggior parte delle persone, ma non è una pratica obbligatoria.

Se tu, da donna, trovi l’aborto un abominio e un assassinio, lo Stato non ti obbliga ad abortire: ma lascia che lo faccia chi ne ha davvero bisogno; perchè a queste “attiviste” servirebbe, come dico di solito, una nottata in un reparto maternità d’ospedale, per rendersi conto di molte cose e molte situazioni.