CARO BATTIATO, COSI NON SI FA.

DI NICOLETTA GRIFONI
Anche se non ne avevo tanta voglia, mi sembra opportuno dire due parole sull’intervento di Battiato che ha suscitato tanto clamore. Noi italiani siamo maestri nel farci tanto male e lo facciamo spesso in contesti internazionali. Poi ci lamentiamo molto del nostro scarso credito fuori dai confini.   Un uomo di cultura e un artista potrebbe usare un linguaggio diverso, analizzare i problemi facendo …ricorso alla sua conoscenza e alle sue più ampie chiavi di interpretazione: la volgarità che contraddistingue questi tempi così difficili in Italia, i rapporti interpersonali, le relazioni professionali e umane, è stridente rispetto alla sensibilità di chi è capace di produrre opere di spessore culturale. Per questo dico che la grassa risata che molti hanno fatto su quanto detto, non nasconde la tristezza della sottocultura del discredito generalizzato delle istituzioni in un contesto in cui sarebbe stato preferibile sottolineare la positiva voglia di rinnovamento che si respira nel paese. Caro Battiato, il termine “troie” , sia pur sdoganato nel linguaggio comune,è purtroppo maschilista, volgare e inaccettabile nelle analisi di chi riveste ruoli di responsabilità e promozione del nostro paese all’estero. Se vogliamo una politica diversa impariamo ad essere diversi