NELLE MANI DI NAPOLITANO, IL DESTINO DELL’ITALIA.

Mario Vacirca

DI MARIO VACIRCA

Alle 19,21 di oggi le parole che mettono fine al tentativo di Governo Bersani. Le pronuncia il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica Donato Marra.

La formula di stile utilizzata è ” consultazioni il cui esito non è stato risolutivo ”. Ed aggiunge “ Il presidente della Repubblica si e’ riservato di prendere senza indugio iniziative che gli consentano di accertare personalmente gli sviluppi del quadro politico-istituzionale ”.

Due minuti dopo esce il Segretario del PD, che con voce mesta, riconosce “ Ho riferito dell’esito del lavoro di questi giorni che non hanno portato a un esito risolutivo. Ho spiegato le ragioni e illustrato gli elementi di comprensione anche positivi attorno ad alcuni punti ma ho descritto anche le difficoltà derivate da preclusioni o condizioni che non ho ritenuto accettabili ”.

La traduzione di questa formula è semplice.

Bersani ha ammesso che tra i no dei grillini, ed i ricatti del PDL, gli è impossibile formare un Governo che possa avere la fiducia al Senato.

Ed il Presidente Napolitano, preso atto di ciò, non conferisce l’ incarico di formare il prossimo Governo. A questo punto sarà lo stesso Presidente della Repubblica ad agire.

Sin dalle prossime ore inizierà un nuovo giro di consultazioni, e non è da escludere di moral suasion nei confronti di qualche parte politica.

Il fine ?

O riuscirà a far convergere su Bersani i voti di parte del Parlamento, e dunque procederà ad un nuovo incarico, oppure dovrà agire in altro modo, ovvero con un altro Governo tecnico.

Evidentemente le parole di qualche esponente grillino, circa la possibilità di far partire un Governo ove Bersani avesse fatto un passo indietro, deve essere stato preso in considerazione durante il colloquio, non breve, tra il Segretario e Napolitano.

Di sicuro ciò che è evidente è che la crisi politica in cui è caduta l’ Italia, non sembra destinata a risolversi velocemente.

Bisogna dare atto, comunque, a Bersani di un grande realismo, figlio della sua indole pragmatica, che ha evitato, probabilmente spinto anche da Napolitano, a non tentare neppure la ricerca della fiducia, o meglio non-sfiducia, al Senato. Atteggiamento di grande responsabilità di cui bisogna dare atto al Segretario PD.

Tutto torna nelle mani del Presidente della Repubblica.

Probabilmente, vista anche la prossimità della fine del suo settennato, cercherà la convergenze delle forze politiche su una figura di garanzia, in attesa dell’ elezione del prossimo inquilino del Colle, che inizierà la sua presidenza con questa situazione politica intricata . Da qui, ancora maggiore importanza assumerà la scelta del successore.

Rimaniamo di attesa di conoscere le mosse del Presidente, ma già nelle prossime ore dovremmo sapere qualcosa di più.