VUOI LAVORARE? PAGA. ORMAI SIAMO ALLA FOLLIA.

 

Alessandra Busanel

DI ALESSANDRA BUSANEL

Vuoi lavorare? Bene, paga.

Questo è quello che il Comune di Pisa vuole generosamente offrire a centocinquanta giovani geometri che dovranno progettare le basi del nuovo stadio pisano, disegnato da Zavanella. Il compenso? Ore di lezione con l’esimio architetto, e alloggio in hotel (pagato 75 euro a notte) dove dorme la squadra. Ma dovranno sborsare 90.000 euro per questo impiego/stage. E attenzione: lo stadio è di un club privato, una squadra, una società per azioni, come si vuole.

 

Altri esempi?

Il Comune di Bologna ha chiesto a dei giovani architetti di mandare dei progetti per riqualificare il centro storico. Di Bologna. Pagato, logicamente, con una pacca sulla spalla e una menzione nel curriculum; tanto che l’Ordine di Bologna ha sconsigliato a tutti di mandare qualsiasi cosa.

Il Comune di Roma non pagherà il professionista che progetterà il “Campidoglio 3”, lavoro quasi ciclopico. Anche per lui, tanta gloria.

Il Comune di Manziana ha deciso di affidare la ristrutturazione di un intero plesso scolastico a “titolo gratuito”.

 

Anche l’arte non paga bene: le idee per la ristrutturazione dei Bronzi di Riace verranno ripagate con la gloria di averli ristrutturati.

E neppure i giornalisti non se la passano molto meglio. Il sindaco di Modica, per avere un giornalista che gli organizzi il sito web, pretende di non dargli neanche il rimborso.

 

Casi isolati? Comuni approfittatori?

 

Finora si pensava che questa fosse una prerogativa delle solite aziende sleali che si approfittavano dei giovani stagisti per mansioni di qualsiasi genere, senza neppure dar loro il rimborso spese.

Ma i Comuni non potevano mancare all’appello del lavoro gratuito. Consci del loro potere grazie ai bandi pubblici, hanno deciso di sfruttare appieno quest’opportunità.

Di lavoro ce n’è poco, e i giovani si lanciano a capofitto sui bandi comunali; i ragazzi sono disperati e “pur di far curriculum” e tener impegnate le mani, accettano qualsiasi cosa.

 

Non dite che i Comuni lo fanno perchè non ci sono i soldi; lo stadio di Pisa è di proprietà di un club privato.

Lo si fa perchè ormai c’è l’abitudine consolidata dello stagista inesperto che perciò sicuramente farà i suoi errori; meglio approfittarne quindi, e non pagarlo.

Purtroppo gli stagisti hanno ormai trent’anni, hanno parecchi “stage” (o sfruttamenti) alle spalle e talvolta più professionalità di coloro che li dirigono.

 

Nel medioevo i genitori pagavano gli artigiani perchè si prendessero i loro ragazzi a lavorare in bottega: quanti dipinti di Leonardo o di altri grandi artisti sono davvero fatti da loro,del resto?

Approfittare della disoccupazione di un giovane laureato, che ha pagato per anni fior di quattrini allo Stato per poter avere un’istruzione che gli permettesse di riaverli indietro, quei soldi, non è un reato, ma è moralmente indegno.

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