COLLE. GIU’ LE MANI DALLA GABANELLI.

Giorgio Trichilo

DI GIORGIO TRICHILO

La scelta del Movimento 5 Stelle di presentare la giornalista di Report Milena Gabanelli rivela la natura populista di questa formazione politica, la sua schizofrenia e la poca dimestichezza con i fondamentali della democrazia liberale.

Senza dubbio la Gabanelli ha l’età per diventare Capo dello Stato e così Gino Strada: come sapete, ieri  il capogruppo della Camera Roberta Lombardi è caduta dalle nuvole alla notizia che per diventare inquilino Quirinale deve avere come minimo cinquant’anni. Non sapeva più con chi prendersela; purtroppo è venuta a sapere che i responsabili contro quest’insulto al giovanilismo grillino sono niente meno che i Padri costituenti: ahinoi! tutti morti e sepolti.

Ieri sera Gino Strada, ospite di Lilli Gruber su La7, si è detto onorato per i consensi ricevuti on line da molti aderenti del M5S; tuttavia non sembrava particolarmente ansioso di trasferirsi al Colle.

È sempre difficile interpretare il pensiero altrui, ma vogliamo azzardare  che anche una giornalista acuta e come la Gabanelli alla fine rispedisca l’invito al mittente.

Grillo non sta facendo politica, continua a fare propaganda sulle pelle degli italiani. Non esita a innalzare sul totem della demagogia figure di alto prestigio, conquistato in anni di battaglie nei loro settori di riferimento. E, invece no, meglio trasformarli in icone.

La scelta della Gabanelli rivela, inoltre, un altro nervo scoperto dei grillini. Con quale coerenza il M5S candida una giornalista che fa della libertà di informazione il fiore all’occhiello? Ci siamo dimenticati la trasparenza con cui avvengono le riunioni di questo movimento e il giudizio sulla stampa fornito dal signor Casaleggio?

Chi si riempie la bocca con la parola ‘democrazia’, utilizzata spesso a vanvera, dovrebbe sapere che la libertà di stampa è un pilastro indispensabile di questo sistema di governo. Rubare per così dire al suo mestiere una giornalista seria come la Gabanelli non vuol dire fare un buon servizio alla causa democratica. A meno che, sotto sotto, si vuole evitare che la conduttrice di Report dopo aver fatto le pulci a Di Pietro, vada a rovistare anche in casa M5S.

Da Locke a Tocqueville esiste una lunga pubblicistica del pensiero liberale sul rapporto tra stampa e democrazia: dopo aver scoperto che il Presidente della Repubblica italiana deve essere come minimo un cinquantenne, consigliamo ai grillini di approfondire anche questo tema. Basta qualche clic su Wikipedia.