GRILLO SI AVVICINA AL PD. E BERSANI ACCETTI IL DIALOGO.

Mario Vacirca

DI MARIO VACIRCA

Dopo il risultato a sorpresa delle quirinarie pentastellate, con l’indicazione della rete per Milena Gabanelli, oggi Grillo ha rivolto un appello al Segretario del PD Bersani.

Appello, bisogna riconoscerlo, con toni del tutto nuovi, pacato, tranquillo, in certi momenti quasi implorante, ma questo potrebbe essere stata solo una nostra impressione, causata dal tono di voce di Grillo.

Il contenuto del messaggio molto semplice: un appello a votare la Gabanelli per il Colle, che potrebbe, in prospettiva, essere un punto di avvio per una futura collaborazione politica su altri fronti.

Dicevamo toni del tutto nuovi, anche nel modo di esprimersi. Non ci ricordiamo, così a mente, altre volte in cui Grillo si è rivolto a Bersani chiamandolo con il suo cognome, senza nomignoli o prese in giro.

Siamo di fronte a qualcosa di nuovo? Vi è una nuova strategia pentastellata? E come dovrebbe comportarsi Bersani?

Partiamo dall’ultimo quesito. Secondo noi il Segretario del PD dovrebbe rispedire al mittente l’invito. Per due semplici considerazioni.

La prima attiene alla figura proposta. Siamo chiari, non vogliamo la Gabanelli al Colle. Ma non perché la figura non ci piaccia, ma proprio per il motivo opposto. E’ troppo brava a fare il suo mestiere. E soprattutto in un campo, come quello giornalistico, dove la mediocrità e l’asservimento è imperante, una professionista come la Gabanelli deve rimanere al suo posto, a fare ciò che le riesce meglio.

Vi è poi una considerazione soggettiva subordinata. Per fare il Presidente della Repubblica servono, che piaccia o no, delle conoscenze del mondo politico, che la Gabanelli, probabilmente, non ha. Anche se per come l’ammiriamo non abbiamo dubbi che le imparerebbe in pochi giorni. E probabilmente è carente, pure, in quelle conoscenze giuridico-istituzionali che non possono mancare al futuro inquilino del Colle.

Il secondo motivo per cui crediamo che Bersani debba rifiutare l’offerta di Grillo, attiene al merito.

Da quando è iniziata la campagna elettorale, il guru dei pentastellati non ha fatto altro che offendere e denigrare il Segretario del PD, cercando in tutti i modi di umiliarlo; rifiutando ogni ipotesi di dialogo. A fronte di questo, ora vorrebbe che il primo partito delle ultime elezioni, semplicemente accettasse, senza alcuna discussione preliminare, di votare il loro candidato. Questo non è il metodo della democrazia. Non si può pretendere che dopo aver chiuso porte in faccia, per mesi, ora semplicemente il tuo avversario, che in questo modo è stato descritto il PD dal Movimento, accetti, senza alcuna voce in capitolo, di accontentarti, votando il candidato scelto da poche migliaia di partecipanti al voto on line. E’ un metodo che non può essere accettato dal partito di maggioranza.

Per quanto attiene ai primi quesiti posti, invece, la risposta è positiva. Qualcosa si muove nella strategia dei 5 stelle. Questa accondiscendenza, o almeno finta accondiscendenza, è una novità assoluta; ed oltre ad essere una buona notizia, nasconde però una verità, di cui Grillo comincia a rendersi conto. Lo sfaldamento del suo elettorato.

Evidentemente, dopo mesi in cui l’unico verbo era che il proprio elettorato rimaneva saldo e compatto sulle posizione da lui espresse, sta cominciando a rendersi conto che parte dei suoi voti sono in fuga, a causa del suo ostinato intento di non far nascere alcun Governo, con una convergenza a sinistra. E nel tentativo di uscire da questa situazione, non perdendo la sua purezza, ecco la via: utilizzare un nome degno per il Colle, per iniziare una collaborazione, che sarebbe naturale, continuare, dopo, al Governo.

Dunque è la paura di perdere consensi, e molto probabilmente pezzi dei suoi eletti, che spinge Grillo a rivolgersi a Bersani, con nomi e toni nuovi?

Abbiamo già detto come il nome della Gabanelli dovrebbe essere rigettato dal Segretario, ma ciò non significa che l’ elezione dell’inquilino del Colle, non possa, comunque, essere la scusa per iniziare un dialogo, finora negato, proficuo per il Paese.

Ne approfitti Bersani per iniziare, finalmente, un discorso serio col Movimento, ora che sembra vi siano le condizioni, discorso che potrebbe prendere avvio proprio dal nome del futuro Presidente della Repubblica. Perché tra gli altri soggetti usciti fuori dalle quirinarie, vi sono almeno due nomi, che potrebbero, davvero, essere votati anche dal PD, per il bene del Paese.

Se poi si dovesse registrare una chiusura del Pd a questo dialogo, ed un intestardirsi a votare un nome concordato col PDL, in considerazione dei nomi circolati in questi giorni, allora meglio, molto meglio, che si voti la Gabanelli, ma sarebbe un’occasione, forse l’unica, per recuperare al dialogo democratico, il Movimento ed il suo elettorato, e questo potrebbe essere uno dei più grandi errori del Partito Democratico.