MATTEO RENZI HA UN PROBLEMINO: LA SUA LEADERSHIP.

Lucio Giordano

DI LUCIO GIORDANO

Renzi deve fare presto a dar vita ad un suo nuovo partito. Ora più che mai  la sua smisurata ambizione, parole di Franco Marini, rischia infatti di sbattere contro gli scogli della politica. L’ho visto 2 giorni fa  fa su rai tre a Che tempo che fa. Uno dei suoi punti di forza  finora era stata la comunicazione.  Sabato invece il sindaco di Firenze è apparso spento, quasi stralunato. E a tratti senza più la risposta in tasca. Anzi. Si arrampicava sugli specchi rispondendo sulla vicenda Rodotà presidente, ripeteva con monotonia frasi su Obama.  Insisteva per l’ennesima volta sulla signora che vende tortellini alla festa dell’Unità. Che a sua volta si starà chiedendo cosa c’entri il suo voto con quello del pd che fa il governo con il pdl. E forse è davvero il caso di spiegarglielo.

Il sindaco di Firenze cercava poi  di tirarsi su il morale glorificando il suo slancio da rottamatore e parlando fiero di un governo di cambiamento quando con questo esecutivo  piuttosto che rottamare si è restaurato il passato. Anzi peggio.

Quindi ha messo le mani avanti sulle spaccature all’interno del Pd, facendo marcia indietro. Nessuna scissione, nessuna resa dei conti, ha fatto capire. Ma il suo restiamo uniti in ogni caso è giunto tardivo dopo l’apocalisse pd delle ultime due settimane. Il pubblico deve aver capito le contraddizioni e la stanchezza del sindaco toscano. E infatti  finora A  che tempo che fa Renzi era stato applaudito apertamente ad ogni intervento. Stavolta la platea è rimasta fredda, battendo le mani solo a fine intervista.  Il sindaco di firenze stesso deve aver annusato che l’aria nei suoi confronti è cambiata, che la sua strada non è più in discesa. E a questo punto si.  C’è un problemino, per Matteo Renzi: la sua leadership.