IL PORCELLINUM E I RICATTI DI BERLUSCONI

Mario Vacirca

DI MARIO VACIRCA

Sin dai primi sentori di larghe intese, o comunque di accordi tra PD e PDL, ho sempre sottolineato due inconvenienti, che avrebbero dovuto scongiurare questa ipotesi: impossibilità di fare quelle riforme necessarie e rischio di mettersi sotto ricatto continuo delle voglie del Cavaliere. Per quanto brutto possa sembrare dirlo ora, la vicenda della riforma della legge elettorale mi sta dando pienamente ragione.

 

Credo che nessun dubbio possa sorgere sul fatto che la modifica della legge elettorale sia una delle primissime necessità di questo strano Governo. Necessaria perché si è dimostrata del tutto inefficace sotto tutti i punti di vista, non riuscendo a garantire la governabilità; immediatamente necessaria, perché vi è il rischio di andare al voto in qualunque momento. E tutto ciò senza contare la possibilità di una pronuncia di incostituzionalità della legge elettorale attualmente in vigore. Presumibilmente ad ottobre la Consulta si esprimerà.

 

Bene, in questo quadro a tinte molto fosche, si inseriscono in questi giorni i primi discorsi sulla modifica della legge elettorale, e puntualmente emergono quelle criticità che avevo indicato sin dalla fine di febbraio.

 

Proprio sulla legge elettorale, si era detto, allora, che un accordo con la destra sarebbe stato impossibile. E si erano portate come prove a sostegno, innanzitutto il fatto che durante l’ultima legislatura si era provato a modificarla senza trovare un accordo; non si capiva come ciò si sarebbe potuto verificare oggi. In secondo luogo sottolineavo che a Berlusconi, questa legge piace, la trova congeniale alle sue capacità di risorgere continuamente sulla scena politica; ed infatti ora che i sondaggi lo danno in testa, non ha alcuna voglia ed intenzione di modificarla.

 

L’ipotesi al momento in discussione è farsesca. Si parla di piccole modifiche al Porcellum, da qui l’icastica definizione giornalistica di “porcellinum”, che tocchino la soglia minima per il premio di maggioranza, da portare al 40%, anche per evitare possibili interventi della Corte Costituzionale, nonché l’eliminazione delle liste bloccate, con l’introduzione delle preferenze. Una legge di tal fatta, però, oltre che rimanere un proporzionale puro, non risolverebbe alcuno dei problemi di quella attuale.

 

Però il Premier Letta, e qui sta il farsesco della storia, ha sottolineato che ciò che uscirebbe da queste modifiche, non sarebbe ancora la legge elettorale definitiva, perché la stessa verrebbe poi modificata al termine del processo di modifica costituzionale, ed adeguata alla nuova forma di modello che uscirebbe da quegli interventi. Apro parentesi, queste dichiarazioni sono raccapriccianti, perché sottolineano come i novelli padri costituenti si appresterebbero a modificare la Costituzione senza avere un’idea preliminare di quale forma di governo dare all’Italia (altrimenti non avrebbe senso fare la legge successivamente alla riforma costituzionale, ed in base a ciò che uscirebbe dopo). Senza contare che l’ottimismo del Primo Ministro, sulla riuscita della riforma costituzionale è poco condivisibile.

 

Dunque si discute di una riforma, che nelle loro stesse intenzioni non servirebbe a nulla, perché completate le riforme della Carta Fondamentale, la legge elettorale sarebbe modificata nuovamente.

 

Tornando al discorso iniziale ed ai nostri due problemi generali.

 

Sul primo, ovvero l’impossibilità di trovare un accordo, esso è sotto gli occhi di tutti. Il Cavaliere, forte del suo recupero, che lo vedrebbe stravincere le elezioni con il Porcellum, eventualmente anche nella versione “inum”, non ha alcuna intenzione di cambiare il sistema generale della legge elettorale. Il proporzionale con premio di maggioranza gli garantirebbe una solida vittoria, in combutta con i centristi di Monti, che infatti sono sulla sua stessa lunghezza d’onda, sicchè non vuole sentir parlare di altri sistemi. Di contro, a sinistra il modello che molti prediligono è il vecchio “mattarellum”. Buona parte del PD tornerebbe volentieri a quel sistema, SEL pure, tanto che se non sbaglio è già stata presentata una proposta di legge in tal senso, e perfino il Movimento voterebbe questa proposta, sebbene Crimi abbia già detto che dovrebbero prima fare il consulto via web dell’elettorato (sic! Dimostreranno mai di essere parlamentari seri?).

 

A questo primo problema, che apparentemente si dimostra superabile, perché la sinistra più il movimento avrebbero i numeri per modificare la schifezza attuale, si intreccia, però, il secondo problema di cui sopra: la sopravivenza del Governo ed i ricatti, quotidiani, della destra berlusconiana. E’ evidente che se il PD riuscisse a portare a conclusione la riforma della legge elettorale, con SEL ed i 5 stelle, il Governo cadrebbe, anzi probabilmente cadrebbe al primo lancio di agenzia di un accordo di tal genere.

 

Questa la situazione. Che fare dunque?

 

Il pallino è, paradossalmente, nelle mani del PD, e la cosa non si verificava da tempo. Le opzioni sono due. La prima che decidano di subire il ricatto del Cavaliere, ed in questo caso il Governo della vergogna continuerà, fino al prossimo desiderata di Berlusconi, e dunque fino al prossimo ricatto. Così facendo il Governo e la legislatura, potrebbero durare anche 5 anni, e si potrebbero scrivere milioni di libri analizzando il fenomeno di come pur avendo la maggioranza assoluta in una delle due camere, si faccia fare la politica all’avversario battuto. La seconda, peraltro più difficile, che il PD abbia un sussulto d’orgoglio, faccia saltare il tavolo, modifichi la legge elettorale, con SEL ed il M5s. Insomma torni a fare politica.

 

E se saltasse il Governo? E se si andasse a nuove elezioni prima della modifica definitiva della legge?

 

Entrambe queste due ipotesi appaiono difficili. Il Presidente Napolitano difficilmente scioglierebbe le Camere prima della modifica del Porcellum. Anzi si aprirebbero nuova strade per il Governo. Il PD e SEL potrebbero ricucire, e si potrebbe riaprire il discorso governativo con i pentastellati, nella speranza che gli errori finora fatti abbiano loro insegnato qualcosa.

 

Le ipotesi sono varie ed incerte, e le strade da percorrere molto insidiose.

 

Solo su una cosa si può avere una certezza, creare il porcellinum sarebbe un errore talmente grave, sotto tutti i punti di vista, che è molto probabile che il PD lo faccia.