ECCO PERCHE’ L’ECONOMIA ITALIANA NON CRESCE.

Paolo Di Mizio

DI PAOLO DI MIZIO

Il Brasile parte da una situazione completamente diversa da quella italiana. Negli ultimi anni ha attuato politiche redistributive, se volete chiamiamole socialiste. La redistribuzione della ricchezza, permettendo a nuove masse di cittadini di diventare classe media, cioè “consumatori” , ha innescato un circolo virtuoso: i nuovi consumatori consumano, cioè spendono, comprano, e fanno girare l’economia, facendola crescere di continuo. E più si allargherà l’area della media borghesia (in sostanza di coloro in grado di mantenere uno standard di vita decoroso), più ne beneficerà l’economia nazionale. È quello che succede in Cina. Ed è quello che successe in Italia nel dopoguerra. Lo Stato intervenne con politiche redistributive, alimentando i consumi e quindi facendo da volano alla crescita dell’economia. Il problema oggi è che lo Stato italiano non ha abbastanza da redistribuire, in quanto dopo decenni di vasta elusione ed evasione fiscale (che a suo tempo, negli anni ’50-60, ebbe effetti anche positivi, portò benefici), dopo decenni di elusione ed evasione fiscale, dicevo, non ci sono più le risorse pubbliche, o sono troppo scarse per ottenere benefici tangibili, almeno nell’immediato. Comunque, questo tema è molto interessante perché, secondo me, sarà la chiave di vota della crisi, dalla quale o usciamo o  ci sprofondiamo a livelli greci. Ma, nonostante tutto, nutro ancora un po’ si ottimismo