GIUSEPPE UVA, IN ATTESA DI GIUSTIZIA DA 5 ANNI.

Sabrina Margiotta

DI  SABRINA MARGIOTTA

Ogni volta che la trasmissione “le Iene” si occupa della morte di Giuseppe Uva, (morto in ospedale, dove vi è arrivato con un T.S.O. che faceva seguito a delle percosse subite nella Caserma dei Carabinieri di Varese nel 2008), non posso non amareggiarmi e arrabbiarmi. Mi arrabbio perché in un momento come questo in cui non ci fidiamo dei politici perché non si occupano mai del popolo, ma solo di come far crescere i loro interessi, non ci fidiamo degli stranieri e li vediamo come potenziali nemici, non ci fidiamo dei nostri datori di lavoro perché in questa crisi potrebbero licenziarci da un momento all’altro…ecco, in questo momento di sfiducia totale, sarebbe bello potersi fidare almeno delle Forze dell’ ordine e della giustizia. Invece questo caso, dopo quasi 5 anni, si conclude con una grande ingiustizia,  e con una  querela alla sorella della vittima proprio dal pm Abate. uno Stato ha il dovere di proteggerci, anche mandando in galera, se fosse dimostrata la colpevolezza, di un uomo che veste la divisa.  Giuseppe Uva ha diritto ad avere giustizia, e sua sorella che si batte per questo da anni ha diritto di conoscere la verità, per quanto dolorosa essa sia. E lo dico con dolore, visto che gli uomini della mia famiglia hanno indossato una divisa e servito lo Stato.

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