AGGREDITO IL LEADER DEI 99 POSSE. DAI NEONAZISTI.

Alessandra Busanel

DI ALESSANDRA BUSANEL

Chi la fa, l’aspetti. Questo il leit-motiv del web sull’aggressione al cantante dei 99 Posse e al suo fonico da parte di dieci estremisti neonazisti con tanto di svastica tatuata.

Già, perchè i 99 Posse non sono di certo Eros Ramazzotti. In alcune canzoni, come Rigurgito Antifascista, dichiarano apertamente “l’unico fascista buono è il fascista morto” e avevano creato un mini videogioco in cui si poteva lanciare molotov alla polizia.

Un utente scrive: “Chi sono quelle persone che vanno ai loro concerti? Gente che non ha niente da fare, immagino, gente che è piena di energia e che, come agnelli che lottano tra di loro per provare la loro abilità e le loro giovani corna, se le dà di santa ragione”.

I 99 Posse si ascoltavano spesso e volentieri nella mia scuola ed era la scuola più pacifica e serena della città. Non penso che nessuno abbia mai ucciso in nome di Highway to Hell, ma la lista dei cantanti che “istigano alla  violenza” è davvero lunga.

Ma se andassimo a frugare tra le cassette e gli iPod di tutti gli assassini di cui sentiamo parlare ai telegiornali, troveremmo sicuramente Baglioni, i Modà e Vasco Rossi.

Ma non importa: violenza porta violenza, dice la gente.

Non si possono stupire se li hanno picchiati, del resto loro parlavano della violenza come metodo giusto per l’antifascismo, nelle loro canzoni. Poi erano dei drogati e quindi se lo meritavano a prescindere.

“Cominciamo a non provocare, perché non puoi lamentarti dopo di prenderle. E’ così difficile capirlo?”, dice il web.

Se anche per un solo istante avete pensato queste cose, benvenuti nella mentalità fascista.

Ebbene sì, perchè se anche se per un solo momento pensi che alla violenza di reagisca con la violenza, che ai drogati vada bene il manganello, che del resto se la sono meritata, e che quando c’era lui i treni arrivavano in orario, c’è qualche problema.

Forse è difficile da concepire il concetto “non si picchia la gente per la strada”.

Forse è anche difficile da digerire il fatto che ci sia gente con le idee politiche diverse dalle nostre.

Ma picchiare qualcuno che sta andando a lavorare mi sembra una cosa un po’ insana di mente; una volta i genitori ci insegnavano che non si picchia nessuno neppure se ti ha fatto lo sgambetto. Non si alzano le mani, figuriamoci i manganelli.

C’è un chiaro problema di canalizzazione della rabbia e di paura e rifiuto di tutto ciò che non è come noi; logicamente il metodo più facile è quello di aggregarsi a chi la pensa come noi, in un mondo in cui il pensiero diventa sempre più collettivo e sempre meno individuale.

Il pericolo più grande è che la mentalità fascista o neonazi (come ci fosse differenza) si acquisisce in un secondo e dilaga soprattutto via web. Basta aprire Facebook per notare quante pagine inneggianti al duce sono iscritte e quanti ragazzi aderiscono con estrema ignoranza della Storia ai Giovani Fascisti.

Scusate, ma inneggiare al Duce non è passibile di reato? Si, si chiama apologia. Sarebbe bene spiegarlo agli ignoranti. Che lo ignorano.