L’ECONOMIA DI RAI DUE.

Giuseppe Stabile

DI GIUSEPPE STABILE

Rai Due non chiude per ferie. Anzi, proprio nel periodo estivo, andranno in onda diversi  programmi: e ne arriva uno nuovo: “2NEXT Economia e Futuro”. Abbiamo incontrato Annalisa Bruchi,  autrice-conduttrice del programma Quali obiettivi si pone il programma? «Quando si parla di economia negli ultimi tempi, ci si riferisce spesso ad eventi tragici;  noi invece cerchiamo di avere anche un approccio positivo e costruttivo. Vogliamo far avvicinare ai temi economici molte persone che restano escluse dall’approfondimento di fronte ad un linguaggio spesso troppo tecnico. Il nostro programma vuole avere, verso temi così delicati, un approccio diretto e comprensibile, senza essere banale». Quali gli argomenti trattati? «Nel nostro appuntamento settimanale incontriamo in studio un  protagonista della vita economica italiana ed internazionale, cercando di dare, insieme a molti esperti, delle risposte concrete alle esigenze quotidiane». C’è la possibilità di approfondire i temi proposti o di interagire con la redazione? «In ambito economico e finanziario, le decisioni sono spesso prese da una ristretta cerchia di persone: noi invece vogliamo aiutare i cittadini e i telespettatori ad essere più consapevoli di scelte così importanti. Per questo, al programma televisivo è affiancata una ricca offerta multimediale: oltre al sito, che ospita molte informazioni aggiuntive e interessanti stimoli all’approfondimento, sono a disposizione anche l’account Twitter e la pagina Facebook, che garantiscono l’interattività con il pubblico. Vogliamo raccontare l’economia guardando al futuro, con linguaggi e strumenti crossmediali». Come si pone oggi il cittadino di fronte ai temi economici? «Nel nostro programma vogliamo analizzare il rapporto tra l’economia reale e la finanza; sappiamo che quest’ultima può essere usata anche in modo positivo, ma è sotto gli occhi di tutti che il suo uso improprio può provocare gravi danni sociali. Purtroppo in questi ultimi anni la persona non è stata più al centro dell’interesse e con le nostre ricerche ci stiamo accorgendo di quanto sia difficile la situazione, soprattutto riguardo la disoccupazione giovanile. Anche dalle ultime elezioni si capisce quanto abbia pesato il voto di protesta: nel Paese è sempre più forte la richiesta di maggiore attenzione alle esigenze dell’individuo. Uno dei nostri principali impegni è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica su queste tematiche, promuovendo anche una riflessione culturale». Come stanno reagendo gli italiani a questa dolorosa e prolungata crisi? «C’è molta sofferenza, non solo economica, che, provocando chiusura ed isolamento, può sfociare anche nella tragedia. Però nelle nostre indagini in giro per l’Italia abbiamo notato anche una forte crescita della solidarietà, alla quale stiamo dando visibilità, per mostrare anche la parte migliore del nostro splendido Paese. Raccontiamo alcune delle tante storie di persone e imprese che si sono collegate per aiutarsi, oppure del mondo del volontariato che sta svolgendo un’opera importantissima». Stiamo imparando qualcosa da questi anni difficili? «Questa dura prova ci sta spingendo a guardarci dentro e stanno portando anche ad una rinascita spirituale. Papa Francesco sta facendo molto sotto questo aspetto, comunicando con le parole e con i comportamenti. Dal Pontefice ci arriva un forte messaggio per rimettere l’uomo al centro, lontani dal consumismo e con lo sguardo rivolto all’anima di ognuno. Tutto questo sta aiutando anche una credente come me, che, immersa in questo meraviglioso lavoro, spesso non riesce a riflettere e ad impegnarsi sufficientemente per mettere la mia anima e la mia famiglia al centro dell’esistenza».  ( Anche su acqua e sapone)