CASO RUBY. LA MORALITA’ SOTTO I TACCHI

Pascal Tomaino

DI PASCAL TOMAINO

7 anni di carcere, uno più di quanto chiesto dall’accusa, e l’interdizione a vita dai pubblici uffici, una sentenza di primo grado che metterà sicuramente in  imbarazzo questo governo dalle larghe intese.
In macchina qualche ora fa per radio, sentivo l’intervento  della Signora Santanchè a caldo subito dopo la lettura della sentenza sul caso Ruby: l’ex pierre è  una dei baluardi difensivi di Berlusconi,  fuori dai tribunali, perché di parlamentari che lo difendono nelle aule di giustizia ci sono i suoi avvocati storici che oltre a prendere compensi milionari hanno ottenuto anche una buona posizione nelle liste della porcellum .  La compaesana e grande amica dell’imprenditore  Flavio Briatore,  occhiali azzurri e  parlata da zeppola in bocca,  definisce  assurdo e strumentale l’uso così pubblico di sentenze che appartengono  agli “stili di vita”, come se queste vicende dovessero essere decontestualizzate ai fini della valutazione sulla capacità politica del diretto interessato.

Come se non importa se per assurdo uno sia alcolizzato,  drogato, se sia sadomaso o se  soffra di shopping compulsivo, e poi va in parlamento. Un conto  insomma è un’inclinazione, un ‘altro è se diventa patologica l’inclinazione.   Gli elementi  per non pensare che i capi d’imputazione siano frutto del solito accanimento della magistratura verso il conquistatore di Arcore sono  molto chiari, almeno su uno dei due reati contestati, quello per aver chiamato la questura e fatto rilasciare Ruby inventandosi la bufala sulla parentela  con Mubarak. Soprattutto  perché non aveva il titolo per  chiamare personalmente  e pretendere un trattamento “aumma aumma”. Come si sa solo il ministero dell’interno e il capo dello stato possono chiamare direttamente una questura e ordinare un qualcosa, e non certo poi per far rilasciare una minorenne da affidare ad una ragazza  approdata  alla politica in seguito alla frequentazione del “palazzo reale” . Si può interpretare il significato di  PDL come : Popolo della libertà di fare come ci pare e piace.
Nessuno di noi uomini può ergersi  a moralista, le belle donne piacciono più o meno a tutti , nessuno è un santo, ma c’è modo e modo di andare a caccia, sparare ad un cucciolo è  sempre moralmente  più  grave che ad una preda adulta.
Ma con tutte le gnocche di cui ha disposto e continua a disporre il nostro Berlusconi sempre in piedi,  proprio con le minorenni doveva andare? Si può immaginare che non lo sapesse. A giudicare dalle foto della bella Ruby, sinceramente di minorenne vedevi  ben poco. Dunque non è che dopo  6 mesi o un anno  la sua immagine è cambiata molto, ma almeno cerca di esserne sicuro, pretendi di vedere i documenti prima di andarci solo a cena. Ma 17 o 18 cambia poco, sono sempre troppo giovani per un settantenne, è immorale verso le tue figlie, verso tua moglie, verso i tanti italiani che rappresenti, quei 7 milioni che stanno li ancora a darti il voto.
Certo che trovare persone che possano fare politica senza almeno un piccolo vizio è impossibile, sarebbe anche assurdo pretenderlo, ma una sospetta organizzazione per il reperimento di decine di belle ragazze da portare al Palazzo del re del Bunga Bunga (come da processo parallelo a questo)  fa trasparire una mania verso il sesso debole, e sinceramente di persone più moderate a cui affidarsi per risolvere i problemi del paese credo ce ne siano. Poi con tutti i problemi in cui ci troviamo, dove le aziende chiudono, la gente si suicida, disoccupati cronici con la depressione,  gente che rovista nei cassonetti senza neanche vergognarsi di farsi vedere, professionisti che si trovano a fare qualsiasi lavoretto per portare i soldi a casa, dove e come si può trovare il tempo e la voglia di dedicarsi “anema e core” alle  tante ammiratrici a cui, almeno a qualcuna,  ancora paga degli  stipendi anche se, da sue  parole, non erano amanti ma solo amiche?
La questione a cui noi tutti siamo interessati non è il giudizio sulla sua vita privata, ma sull’ancora più sottile filo di lana su cui questo governo funambola. Un governo già molto precario che ancora non ha neanche iniziato a proporre idee sulla nuova legge elettorale che doveva essere la priorità, con quale faccia  può continuare a fare finta di niente? Poi si parla di aumento dell’iva che Letta dice esser già stato deciso  dal governo Berlusconi. Berlusconi che  invece dice: l’idea era di Monti. Ma sentendo la Santanchè sempre per radio, “se il decreto dell’iva al 22% passa, il PDL non voterà la fiducia”. Chissà se però senza la sentenza di oggi  avrebbe sostenuto la stessa cosa. Solo pochi giorni fa Berlusconi ha proposto pubblicamente di sottoscrivere un patto: fiducia al governo e sconti giudiziari, con l’ovvia risposta di Letta che ha considerato inaccettabile la richiesta.
A questo punto sarebbe giusto  fare un referendum sulla candidabilità o meno di Berlusconi, o meglio sul suo licenziamento dalla politica, una politica che oramai ha assunto un significato troppo poco rispettoso di quell’antica arte che non aveva nulla a che fare con quella di oggi. Politica non vuol dire saperla raccontare, saper convincere, abbindolare il popolo con proposte impossibili da realizzare, rubando le idee degli altri. Non si possono fare o appoggiare leggi sull’imu e sull’aumento dell’iva e poi minacciare il governo  successivo se non le toglie.
Basta con queste menzogne, credo che la gente si sia stufata e abbia capito tutto, almeno lo speriamo tanto, il paese ha bisogno di altro. Ha bisogno di un bel punto e a capo e di voltare pagina radicalmente prima di arrivare al breakpoint e farsi inghiottire da un mare sempre più agitato.