NAPOLI, UNA BELLISSIMA DISCARICA AVVELENATA

Rina Mattera

DI RINA MATTERA

Il 18 luglio scorso, a Caivano, nel napoletano, è stata rilevata la presenza  nel terreno e nell’acqua di una sostanza, il cloruro di metilene,un composto chimico utilizzato come solvente e diluente per vernici, nelle industrie farmaceutiche e in diversi processi industriali. Questa sostanza è stata messa al bando dall’UE :dal 6 dicembre 2011 ne è stata vietata l’immissione sul mercato e dal 6 giugno 2012 vietato l’utilizzo.  E’ una sostanza a tolleranza zero, talmente tanto pericolosa da non essere solo potenzialmente cancerogena: è’ in grado di modificare il DNA e influenzare la formazione dei feti, causando la nascita di bambini deformi e con modificazioni al cervello.
Nonostante la calura eccessiva, una notizia che fa rabbrividire e accapponare la pelle e non in senso metaforico.
Pizza, mandolino e pulcinella non sono più l’espressione dell’allegria e della spensieratezza, ma la triste consapevolezza di dover ammettere che senza scrupoli non sono solo coloro che sversano ogni sorta di rifiuti nel nostro territorio, ma quelli che con il loro silenzio hanno reso la Campania Felix dei romani un’enorme discarica avvelenata.
Siamo stati oggetto di dominazioni arabe, spagnole, francesi, da ognuna di queste dominazioni abbiamo appreso qualcosa, ma senza regole. Siamo diventati il popolo delle contraddizioni, tanto disponibili e di gran cuore, quanto menefreghisti ed egoisti da avvelenare noi stessi.
Napoli, sobria ed esagerata insieme, è l’incarnazione dell’anarchia, delle leggi non rispettate e delle regole a nostro uso e consumo. Un luogo dove è difficile distinguere il fattibile dall’inevitabile, il bello dal ripugnante. Musa ispiratrice di poeti, non riesce a fare a meno di camorra e malavita.
Eppure la storia è là, la bellezza del passato ci guarda ad ogni angolo di strada, basta alzare un po’ lo sguardo attraversandola per vedere bellissimi palazzi che testimoniano la grandezza di chi ce li ha lasciati, basta attraversare il più grande centro storico d’Europa per vedere decine di obelischi, statue, bassorilievi, chiese e chostri che  cercano, resistendo all’incuria del tempo, di richiamare le coscienze allo splendore di una volta, per non parlare di tutta la storia conservata nel sottosuolo.
Napoli, la Sirena che amò Ulisse senza essere ricambiata, e che  troppi napoletani non amano .