VIVA L’ ITALIA

Lucio Giordano

DI LUCIO GIORDANO

Eppur si muove. Si muove qualcosa di buono in Italia. Dopo anni, c’è chi dice cinque, chi dodici, chi venti, finalmente la considerazione dei paesi stranieri nei nostri confronti è migliorata sensibilmente. Punto e a capo. Adesso si può tornare a ragionare. Ad essere orgogliosi dell’Italia. Annusavo quest’aria da mesi, ne ho avuto la conferma nelle settimane scorse. In viaggio ho potuto constatare quanto noi italiani avessimo una marcia in più. Noi e i francesi. Si chiama classe. Ma anche talento, capacità di affrontare le situazioni complicate a testa alta. Qualcuno dirà: cose che si sapevano già. Vero. Ma non era più del tutto  scontato. Avevamo perso fascino, smalto, convinzione. Eravamo andati a picco.

E invece misurandoci con gli altri popoli, e senza generalizzare per carità, dal confronto usciamo con le braccia alzate e la v in segno di vittoria. Prendiamo ad esempio  gli americani: continuano ad essere degli incorreggibili provincialotti. Molto ruspanti. Riempiono i piatti. Come se dovessero sfamare un reggimento. E invece è  la porzione per una persona taglia over size. Michelle Obama, disperata,  da tempo cerca di convincere i suoi connazionali ad avere un comportamento alimentare sano. Ma quello che ho visto con i miei occhi dà l’impressione che i tentativi della first lady siano destinati al fallimento. Per non parlare dell’approccio alla vita del giovanotto dell’Arkansas e dell’anziana signora dell’Ohio. Eterni bambini, gli americani. Che si divertono con cretinate. Basta che qualcuno provi a farli ridere con battute da cabaret di serie B e sono felici.

Per non dire degli spagnoli, popolo che peraltro adoro: sguaiti. Ecco, questo è il termine giusto per definirli. Parlano ad alta voce, altissima, sfondando il muro dei decibel. Vestono in maniera sommaria e hanno smesso di curarsi come un tempo. I tedeschi? Non lo ammetteranno mai. Ma ci adorano. E ci invidiano. Fateci caso: farebbero l’impossibile per imitare il nostro stile di vita .Cominciassero a togliere i loro sandali estivi e se ne può parlare. Senza generalizzare, ripeto, ma di esempi del genere ne potrei fare altri duecento, per ogni singola nazione. E allora? E allora forse è il momento che gli italiani inizino a volersi di nuovo bene, smettendo di fustigarsi masochisticamente. Perchè oltre al carattere, al talento, allo charme,  noi viviamo in uno dei paesi più belli al mondo. Caduto in rovina, monumenti compresi, per colpa di quattro sciagurati che hanno fatto il bello e soprattutto il cattivo tempo. Fino a provocare un uragano.Ma adesso che questa banda di furbi, depressa e senza più una stella polare, sta ormai per essere messa ai margini della società,  ci riprenderemo, ne sono sicuro. Forse un anno, massimo due e quel passato recente, che ha sconvolto le vite di ognuno di noi, potremo metterlo alle spalle. E finalmente torneremo ad urlare con orgoglio: Viva l’Italia. Da quanto tempo non lo facciamo più?