ATTENZIONE, IN ITALIA RISCHIA DI MORIRE LO STATO DI DIRITTO

Gianfranco Isetta

DI GIANFRANCO ISETTA

Adesso il tema è, come sostengono alcuni e tutti nel centrodestra, cosa deciderà il Presidente Napolitano sulla sorte di Berlusconi. Nelle varie trasmissioni televisive, sempre più d’impronta biscardiana da processo del lunedì anche per il livello di molti interventi, si assiste a questo miserevole spettacolo dove tutti partono dal presupposto che la sentenza della Cassazione abbia determinato un grave problema politico. Non è così, perché il problema politico e’ la presenza in politica di un pregiudicato che dovrebbe, malgrado la comprensibile rabbia e angoscia, prendere atto della situazione e andarsene. Ma ci si dice che lui prende milioni di voti, peraltro sempre meno, e allora? Il grado di responsabilità penale nello Stato di diritto e’ PERSONALE altrimenti c’è ne andiamo in Iran o in qualche altro Paese dove, pur eleggendo il Principe, non esiste il diritto liberaldemocratico, che considera tutti i cittadini uguali di fronte alla legge. Ecco quindi cosa c’è oggi in gioco nel nostro Paese : la salvaguardia dello Stato di Diritto per tutti i cittadini e che trova il suo punto più alto proprio nella presenza di un sistema giudiziario, certamente sempre migliorabile ma che nessun populismo ha il ” diritto” di cancellare. Agli elettori di B, quelli in buona fede, il consiglio e’ di riflettere sul fatto che in Italia da più di trent’anni (perché il suo potere mediatico precedente e’ stato propedeutico al consenso politico acquisito) c’è un signore che ha disposto di un potere enorme che ha davvero rischiato più volte di mettere in discussione questo Stato di diritto di cui si parla. Se in più sedi giudiziarie sparse in tutta Italia e’ stato ed è sottoposto a procedimenti penali, non può venire il sospetto che invece di accanimento giudiziario, si tratti di una naturale attività della Giustizia nei confronti di una persona che, come appare evidente dalle numerose sentenze già emesse, comprese quelle non emesse perché cadute in prescrizione ma con motivazioni chiare, qualcosa da rispondere aveva e ha, attraverso la Magistratura, a tutti gli italiani, anche per gli incarichi ricoperti? Si dice che c’è il problema politico che condiziona il Governo e la sua azione per cercare di superare la crisi economica e sociale. Ma questo problema lo stanno creando quei personaggi del centrodestra che, terrorizzati dalla possibilità di sparire politicamente, difendono a spada tratta e a tutti i costi il loro leader-padrone, spesso anche ipocritamente facendo riferimento a mozioni di affetto molto interessate. Forse davvero un altro governo o il ricorso alle elezioni, dopo una modifica della legge elettorale, per la quale esistono i numeri in Parlamento, solo a volerli cercare da parte del centro-sinistra, potrebbe davvero aiutare ad uscire da questa situazione paradossale e incomprensibile per il resto del mondo, oltre che dannosa per il Paese in difficoltà Io spero e penso che il Presidente Napolitano abbia ben presenti le riflessioni che, molto modestamente, mi sono permesso di presentare, nella sua saggezza e nella sua altissima considerazione sul valore delle Istituzioni Democratiche, come capisaldi della nostra libera convivenza. Penso saprà valutare tutto e bene nella sua decisione, mi permetto solo di osservare che persino l’aver annunciato la sua necessità di una riflessione, se non accompagnata rapidamente da una decisione, rischia di essere male interpretata dalla stragrande maggioranza dei cittadini che chiedono il rispetto di quella frase scritta in ogni aula di giustizia: LA LEGGE È UGUALE PER TUTTI. Non esistono altre strade in uno, lo ripeto, Stato di diritto. Le alternative non sarebbero utili al Paese (lo dico per usare un eufemismo, perché ogni cittadino potrebbe porsi legittimamente la domanda se davvero valga ancora a pena di rispettare ancora le leggi)