I CHECK UP SONO INUTILI. PAROLA DI GRILLINO. E LA PREVENZIONE?

Alessandra Busanel

Di ALESSANDRA BUSANEL

I check up non riducono la mortalità, malattia, disabilità”. Hashtag #descrescitainfelice.

Da questa frase, scritta in fretta per non sprecare i famosi 160 caratteri di Twitter, si può dedurre una cosa sola: la prevenzione è inutile.

 

Questo è il Tweet che Giulia di Vita, parlamentare del Movimento 5 Stelle, ha postato un giorno fa riferendosi all’utilità dei check up sanitari annuali.

Scontate le repliche degli utenti in rete e le offese a lei rivolte. Scontate anche le sue difese.

Come ogni grillino sa ben fare (forse è la prima cosa che insegnano al corso di formazione) ha ben pensato di riportare link su link dell’Ansa a sostegno della sua tesi.

 

Sì, un link. Una notizia tratta dall’autorevole British Medical Journal che trattava dei check up annuali e della loro utilità. Purtroppo l’articolo è stato letto poco a fondo, sia dalla di Vita, sia da altre fonti italiane.

L’articolo trattava della spesa sanitaria. Si mostrava come, logicamente, i check up annuali non portino dei benefici effettivi. Una scoperta fatta su un campione che lo stesso Journal considera poco affidabile. Del resto se una persona è sana può farsi anche quaranta check up annuali e passare la vita in ospedale: sicuramente non migliorerà e non peggiorerà le sue condizioni di salute.

Deduzione logica, Watson.

Il brillante scienziato, che chiameremo Ovvio data la sua propensione alla constatazione dell’ovvietà, riporta un’altra notevole scoperta: le persone con maggior rischi dovuti a patologie genetiche sono quelle che si sottraggono ai check up annuali. Forse per paura di scoprirlo.

 

Questo era il succo dell’articolo, scontato o meno. Tanto quanto è scontato dire che le riviste scientifiche pubblicano ricerche di tutti i tipi, sia pro che contro alcuni tipi di cure. Spesso inoltre tendono a pubblicare solo verifiche di ciò che è già stato scoperto (argomento su cui gli scienziati sono molto sensibili, e per cui sono in perenne lotta con le suddette riviste).

 

La parlamentare di Vita non ha letto quell’articolo. Ha letto una notizia dell’Ansa che riportava un breve riassunto di una ricerca molto complessa e scontata che lo stesso Journal esitava a considerare affidabile.

Quel tweet infelice è stato un po’ come affrontare l’esame di maturità avendo letto solo il bignami del romanzo richiesto, e magari tradotto un po’ malamente.

 

I check up annuali servono. E’ tramite questi che si scoprono nuove patologie, nuove malattie; una persona non può attendere di vomitare sangue prima di scoprire di avere un tumore al fegato.

Il Pap test gratuito che lo Stato offre ogni anno è una manna dal cielo per le giovani donne. Gli screening dopo una certa età, se fatti annualmente, possono salvare vite.

Difendersi da un uso indiscriminato di essi? Certo, su questo si può concordare con lei. Ma la salute fisica dei cittadini viene prima della salute dello Stato.

Ricordiamo che la prevenzione è non solo la miglior cura, ma anche il miglior modo per far risparmiare soldi allo Stato: costa meno un esame in più di una complessa cura a cicli.

Scuola e Sanità non producono denaro, ma sono i settori più tagliati. Peccato che con meno cittadini per colpa dei check up non effettuati, e oltretutto meno istruiti, tutti gli altri settori potranno pure essere potenziati ma saranno inutili senza teste a dirigerli.

 

Cara di Vita, invece di twittare dal Parlamento come i bambini, legga articoli seri e cerchi di uscire dal serio tunnel del link e del tweet. Faccia una cosa strana: la parlamentare. O impari a spiegarsi meglio. Perchè sono persone come lei che fanno desistere i cittadini dal donare denaro al motore dell’Italia: la Ricerca e l’Istruzione.

 

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