LO SPOT DI ELISABETTA CANALIS PER L’ALLUVIONE IN SARDEGNA

Alma Antonella Mundi

DI ANTONELLA SODDU

Elisabetta Canalis come sarda, non lo metto in dubbio, è profondamente dispiaciuta della tragedia che ha investito la nostra isola.

Ha realizzato uno spot per la raccolta fondi. In realtà, già nelle prime ore seguite al disastro la Canalis aveva espresso rabbia sui vari social per la Sardegna distrutta dalla furia di Cleopatra . Lodevole. Di seguito ha preso in mano il cellulare ed ha chiamato Gianni Giovannelli , sindaco di Olbia, la città più colpita.

Gli ha comunicato che avrebbe realizzato uno spot per dare un aiuto concreto alla ricostruzione. Lodevole anche questo, ha donato il suo contributo, ha realizzato il video per invitare altri a fare altrettanto.

Cara Elisabetta, consentimi di dire che forse in quel post manca un piccolo importante particolare.

Tu hai detto: “La Sardegna non è solo la mia terra ma è patrimonio di tutti, aiutaci a ricostruire ciò che le vittime dell’alluvione hanno perso. Oggi la necessità più grande è far rientrare a casa gli sfollati non dimentichiamoci di loro. Sul sito del comune di Olbia trovi i dati del contro corrente bancario su cui versare il tuo contributo, io l’ho già fatto, fallo anche tu“.

E’ un’iniziativa che vista cosi appare certamente davvero utile e generosa. Quel che mi lascia con l’amaro in bocca è la mancanza di un appello vero e concreto che inviti al rispetto della natura, del territorio e alla messa in atto di tutte le azione atte alla difesa del territorio.

Questo, a mio avviso, il vero e concreto appello che si deve divulgare.  In Sardegna, come del resto in altre regioni italiane, vige il principio della cementificazione selvaggio che fa gola a tutti indistintamente dall’imprenditore, al politico di qualsiasi colore, fino al comune cittadino che prima si costruisce consapevole la casa sopra un canale coperto e deviato dal suo corso poi piange lacrime amare alla prima inondazione. Riporto qui una dichiarazione che in questo senso mi ha lasciata davvero sconcertata: “Ma a lei nessuno ha mai detto che la sotto scorreva un canale ? “Risposta: ” Si, ma…”L’intervista termina cosi. Sono i ma e i puntini sotto intesi che non mi tornano. Se tu sai, allora, sei consapevole e colpevole. Ieri in consiglio regionale è stato bocciato l’emendamento proposto da Claudia Lombardo in cui si proponeva di non concedere più nemmeno in deroga, l’abitabilità agli scantinati. Cappellacci ha minacciato di dimettersi. Non lo ha fatto, sta ancora li eppure sa, ne è consapevole che la Regione Sardegna, nel corso della legislatura guidata da Soru, si era dotata di un piano paesaggistico e di salvaguardia di tutto rispetto. Piano celermente cancellato da Cappellacci.

Cara Elisabetta, grazie per il tuo spot, che non condanno, anzi, tutt’altro, ti invito però volerne fare un altro che inviti sardi e non a rispettare quello che tu stessa definisci patrimonio di tutti. E lo è, per questo chiudo con una celebre frase che Fabrizio De Andrè usò per descrivere la nostra terra:  “La vita in Sardegna è forse la migliore che un uomo possa augurarsi: ventiquattro mila chilometri di foreste, di campagne, di coste immerse in un mare miracoloso dovrebbero coincidere con quello che io consiglierei al buon Dio di regalarci come Paradiso“. Cominciamo noi sardi a rispettarla e a far in modo che la natura ci ricambi non riprendendosi il mal tolto.

Lo spot di Elisabetta Canalis.