SALVINI VINCITORE NELL’ARENA DEI LEGHISTI.

Alessandra Busanel

Di ALESSANDRA BUSANEL

Non c’è solo il Pd, in questo weekend dal sapore dolce e amaro.

Sul palco della sfida non troviamo solamente Cuperlo, Renzie e Pippo nella lotta all’ultima cincischiata per dimostrare di avere l’ X Factor, per poter poi dirigere la segreteria del Pd.

Cosa che, ammettiamolo, necessita di notevoli talenti: tra cui non escludo neppure il canto, il ballo e il saper stare in equilibrio su più poltrone.

 

In questo sabato soleggiato è stato incoronato re di Pontida Matteo Salvini. La segreteria della Lega Nord passa da Roberto Maroni (che deve occuparsi della sua regno lombardo, in procinto di coniare una propria moneta) al giovane leghista che tanto aveva fatto parlare di sé negli ultimi mesi.

 

Il suo avversario era il Senatùr, era Umberto Bossi in persona. E per Salvini, vincere con l’82% dei voti dev’esser stata una bella soddisfazione.

Il confronto non si è svolto con le antiche usanze del luogo, un confronto a colpi di clava sino allo stordimento del perdente. Bensì con comodi fogli su cui apporre uno sputo in fronte all’immagine del candidato.

 

Sembra comunque che la Lega voglia rilanciarsi nel mondo della politica con un’immagine più giovane, vincente, maroniana. Il Senatùr è stato sconfitto all’unanimità: il Carroccio vuole un partito più vicino alla modernità. Lasciandosi alle spalle lo storico leader vuole scostarsi dagli scandali che l’hanno coinvolto, dalle polemiche razziste, dagli insulti, riprendendo così la scena in un’ala più democratica e aperta al dialogo.

 

Salvini ha voluto infatti, nel suo discorso da neosegretario, ripulire così l’immagine della Lega: “Ci siamo rotti le palle che Bruxelles ci deve dire come dobbiamo vivere, questo è un gulag”.

 

Un’immagine rinnovata. Ma la mela non cade mai troppo lontano dall’albero. Forse la clava l’hanno solo riposta sotto il letto.

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