LETTA BATTE TUTTI. ABOLITI I FINANZIAMENTI PUBBLICI AI PARTITI.

Alessandra Busanel

Di ALESSANDRA BUSANEL

L’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti è legge”. L’ha annunciato Letta in un tweet stamattina, sorprendendo tutti. I finanziamenti pubblici ai partiti sono stati quindi aboliti, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto.

 

Letta spiega che era una priorità (anticipando le mosse di Renzi, che voleva magari rivendicarne la paternità) e che il governo si sta muovendo per mantenere le promesse.

Negli anni scorsi uno dei grandi probLemi è statà l’opacità dei bilanci, questo meccanismo molto stringente renderà impossibile che si torni agli scandali degli anni scorsi”.

 

Alfano e Letta felici, Renzi un po’ amareggiato per non aver potuto dire “L’ho inventato io!” e Grillo arrabbiato. Arrabbiato? Ebbene sì. Perchè se non può urlare di aver vinto lui, visto che è stato il Cdm ad approvare il decreto, rilancia: “Restituisci ora 45 milioni di euro di rimborsi elettorali del Pd a iniziare da quelli di luglio”.

Già, perchè questo decreto entrerà in vigore solo nel 2015, come stabilito in precedenza. Noi comuni mortali non vediamo alcun scandalo in questo, ma se non si può prendersi il merito di qualcosa, allora meglio attaccare su altro. Letta è riuscito a dare una ripulita all’immagine del governo, battendo grillini e renziani sul tempo e guadagnandosi, quanto?, forse qualche punto nei sondaggi. Quanto basta per farlo andare avanti e un po’ gongolare come un bambino. Un pochino se lo merita.

 

Del resto nel mondo c’erano tre tipi di possibilità: non dare finanziamenti, dare un sussidio annuale e dare sussidi solo durante le campagne elettorali.

Quasi tutti i Paesi europei prevedono forme di finanziamento annuale, mentre Australia e Stati Uniti li prevedono solo in campagna. Francia, Germania e Gran Bretagna hanno dei criteri rigidissimi per poterli chiedere: in Francia ci sono le quote rosa ed è vietato il sovvenzionamento da parte di aziende e Stati esteri, mentre in Gran Bretagna i partiti sono equiparati a delle associazioni di volontariato.

 

Qui in Italia, invece, i partiti non sono delle associazioni di volontariato e d’ora in poi saranno finanziati da privati. Un po’ come negli Stati Uniti, in cui le università finanziano le candidature per non riceverne un diretto tornaconto.

 

I finanziamenti dei privati saranno regolamentati per stabilire che non ci siano ingerenze di essi nell’attività svolta dai partiti. In poche parole, una banca non può finanziare un partito se poi questo, una volta al governo, farà leggi ad hoc per favorire le sue attività.

Certo, in Italia sarà una regola rispettata. Rispettatissima, oserei dire.

 

Troppo facile regolamentare i finanziamenti pubblici come nella maggior parte dei Paesi; più facile abolirli del tutto, dando la politica in mano, fondamentalmente, a chi se lo può permettere.

Italiani. Siamo la penisola del “O tutto o niente”.

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