SCIOPERO GENERALE PER DIFENDERE LA SCUOLA PUBBLICA DAGLI ATTACCHI DEL GOVERNO.

Lucio Giordano

DI LUCIO GIORDANO

Il governo Letta ha bloccato retroattivamente gli scatti di anzianità dei docenti per tutto il 2014, decidendo la decurtazione della somma ogni mese “fino a concorrenza del debito”. Questa la notizia. Ma non sono i 150 euro che gli insegnanti dovrebbero restituire, a preoccupare. Quel che allarma è l’attacco continuo, asfissiante, alla scuola pubblica. Da sei anni almeno, l’istruzione viene mortificata senza soluzione di continuità. Prima i governi di destra, Berlusconi e Monti, adesso quello di centro destra Letta Alfano, trovano ogni pretesto per annichilire quello che dovrebbe essere uno dei punti fermi del rilancio economico e culturale del Paese. Si, perché senza una scuola pubblica che funzioni, una nazione è destinata a morire. Per ignoranza.

 E la scuola pubblica italiana sta  invece ricevendo fetenti  fendenti ogni giorno. Insegnanti che dovrebbero lavorare gratis, insegnanti estratti a sorte per avere una cattedra da supplente. Insegnanti che si portano la carta igienica da casa perché gli istituti non hanno i soldi per acquistarla. Fino a quando dovremo assistere a questo scempio? I 150 euro non sono la fine del mondo, ma in un corpo docente che già guadagna briciole, rappresentano la beffa finale. Vorremmo ricordare al governo Letta che si potrebbe bussare alla porta dei tanti evasori fiscali, i grandi evasori fiscali beninteso, per appianare quella parte del debito statale che si vuol fare pagare agli insegnanti. Soluzione semplice. Chiara. Basterebbe volerlo. Ma non si vuole, ovvio.

In realtà è in atto una strategia ben precisa per azzerare la scuola pubblica . Si colpisce nelle tasche e nell’entusiasmo dei professori italiani per portare al crollo di uno dei baluardi della democrazia trasformando l’istruzione di massa in una cultura elitaria. E se, come sembra,  il piano è questo, rimane  una sola cosa da fare  per difendere la scuola di tutti: uno sciopero generale. Ad oltranza.