ESCE IL NUOVO ALBUM DEI DEICIDE

DI SILVIA AUTUORI

In The Minds Of Evil” è il nuovo album della storica death metal band di Tampa, Deicide. Uscito lo scorso 25 novembre, via Century Media Records, l’album racchiude l’essenza del death metal ed ha avuto già un buon riscontro. Ne abbiamo parlato con Steve Asheim, batterista della band, il quale ha un ricordo davvero particolare dell’ultima volta che è venuto a suonare in Italia!

Ciao Steve, cominciamo dall’ultimo album “In The Minds Of Evil”. Ad oggi che tipo di risposta avete avuto?

“Diciamo abbastanza buona. Ho dato un’occhiata alla prima settimana di vendite e sembra che siano andate bene fino ad oggi. Spero che possano andare meglio, ma di sicuro quest’album ha venduto più del precedente. Quindi va bene così. Comunque, chiunque ha modo di ascoltarlo ha una buona impressione. E questo ci fa piacere”.

Pensi che quest’album sia esattamente ciò che i fans si aspettavano da voi?

“Così pare. Ripeto, chiunque lo ascolti dà un parere positivo, sembra che resti soddisfatto. Quando suoneremo live vedremo quanta gente conosce le canzoni. Questo è sempre un ottimo indicatore. Anche il fatto che siano i fans a richiedere le canzoni e come reagiscono a queste”.

Prima dell’uscita dell’album ho letto che i fans avrebbero dovuto aspettarsi dei testi brutali. Come nasce questo processo e come si sviluppa nella fase di scrittura?

“Sai, è un qualcosa che accade e basta. Quando scriviamo le canzoni sappiamo esattamente cosa vogliamo che esca, credo. Personalmente ho provato a scrivere qualche canzone in passato, ma non è mai stato semplice, mi ci devo sempre applicare troppo. In effetti non mi piace, così mi sono concentrato nello scrivere la musica. E questa è una osa che mi viene molto più semplice”.

Parlami della collaborazione con Jason Suecof (produttore, ndr.).

“Conosco Jay da diversi anni. L’ho incontrato mentre ero impegnato nelle registrazioni con gli Order Of Ennead (è il side project di Steve che condivide con il chitarrista dei Deicide, Kevin Quirion, ndr.). Così gli ho chiesto se fosse interessato a lavorare con i Deicide. Mi ha risposto che segue la band sin da quando era un ragazzino e che sapeva esattamente come avrebbe dovuto suonare il nuovo album. Ed ha avuto ragione, ha fatto un grandissimo lavoro. Siamo tutti molto contenti di ciò che ha contribuito a creare”.

Abbiamo seguito la storia che vede coinvolti i Deicide ed i Broken Hope (qui il precedente). Tutto risolto ora?

“Hanno fatto tutto loro. Hanno rattoppato tutto. E’ stato un gesto stupido, ma le cose stupide accadono spesso quando sei on the road. Nessuno manderebbe un comunicato e due secondi dopo un altro che dice il contrario. Di solito ci si riflette e tutto si risolve. Ad ogni modo, ognuno si comporta come meglio crede”.

Voi siete una delle death metal band più importanti di questo panorama. Cosa è cambiato in questi anni e se è difficile resistere nonostante la sempre più crescente competizione tra gruppi?

“Beh, noi facciamo il nostro e cerchiamo di essere sempre il più possibile heavy. Su questo non è cambiato nulla per quanto ci riguarda. Di sicuro la sensazione di competizione c’è, ma penso che siamo troppo vecchi per una cosa del genere. Siamo già abbastanza in competizione con noi stessi nel cercare di restare nel business”.

Torniamo al nuovo album. Mi piacerebbe conoscere il criterio di scelta delle 11 canzoni che lo compongono, perché immagino che abbiate dovuto fare una selezione…

“A dire il vero non è che c’era tutta questa abbondanza di canzoni da scegliere. Al contrario abbiamo dovuto eliminare un sacco di parti che hanno poi reso le canzoni quelle che sono. Una volta che abbiamo scelto tutte le parti buone, le abbiamo rese più ruvide ed inasprite, fino a che non abbiamo raggiunto il giusto arrangiamento”.

Ti confesso che mi piace molto “Even The Gods Can Bleed”. Non so perché, ma è come se questa canzone fosse diversa dalle altre, come se avesse quel qualcosa in più…

“Ti ringrazio. Sì, è una gran bella canzone. Abbiamo cercato di dare ad ogni singolo pezzo la sua identità musicale e penso che ci siamo riusciti, nel senso che abbiamo dato loro quell’impronta tipica del death metal”.

Avete già programmato un tour?

“Abbiamo delle date per un festival a Mexico City. Ora stiamo lavorando ad un tour negli Stati Uniti e sarebbe grandioso se unissimo le due cose. Quindi, sì, stiamo pianificando un tour per questo album e stiamo preparando delle nuove canzoni da suonare proprio in queste occasioni”.

Vi vedremo in Italia?

“Sicuramente. Amiamo tornare in Italia. E’ un Paese meraviglioso con dei fans veramente tosti. Speriamo di essere da voi nell’estate 2014 o verso la fine del prossimo anno”.

C’è un ricordo particolare legato all’Italia?

“Ti dico una cosa. Una volta il nostro autista dell’autobus mi ha lasciato a piedi in una piazzola di sosta nei pressi di Bologna, così ho dovuto fare l’autostop su un’interstatale gigante. Sono riuscito ad arrivare ad alcuni uffici dove delle persone estremamente gentili mi hanno permesso di usare internet per trovare l’indirizzo del club dove dovevamo suonare e chiamare un taxi. Mi hanno anche offerto da bere e fatto usare il bagno. Sono stati molto gentili. Non lo dimenticherò mai”.

Ok Steve, l’intervista è finita e come al solito le ultime parole sono per te…

“Voglio ringraziare tutti i nostri fans italiani per il vostro interesse e supporto. Lo apprezziamo molto e speriamo di vedervi quanto prima”.

Metallus.it