DISOCCUPAZIONE RECORD. QUANDO BERLUSCONI PROMETTEVA 1 MILIONE DI POSTI DI LAVORO.

Lucio Giordano

DI LUCIO GIORDANO

Fatemi capire cos’è questo jobs act tanto decantato  e twittato da Renzi. E’ un modo per dare finalmente un lavoro a tempo indeterminato  a tutti dopo un periodo di prova? E’ creare nuovi posti di lavoro, detassandolo, e offrire l’opportunità agli imprenditori,  invece di de- localizzare  furbescamente per risparmiare sui salari,  di spendere per rinnovare i macchinari e puntare sul capitale umano ? E’  un serio piano di investimenti sulle opere pubbliche, per  istruzione pubblica, ricerca, sanità pubblica? E’ un provvedimento che mira ad aumentare i salari di modo che i consumi tornino a decollare? E’ un altolà alle privatizzazioni e una concreta idea per statalizzare  alcune aziende di primaria importanza in settori come auto, telefonia, acqua, trasporti ? Del resto i modi per reperire risorse ci sono: lotta senza quartiere ai grandi evasori , guerra legislativa contro i paradisi fiscali inseriti nella black list, sequestro dei beni confiscati alla mafia, alla ndrangheta, alla camorra.

Bene, se tutto questo è il jobs act ( faccio il finto tonto), allora si passi subito all’azione. Altrimenti, fermi tutti.  Non vorremmo trovarci con altri disoccupati in giro per l’Italia, con altri salari dimezzati. Il Paese non reggerebbe più l’urto. Oggi infatti  l’Istat rende note cifre da capogiro sui senza lavoro italiani: 12, 9 per cento, un giovane su due al palo. Dall’inizio della crisi, 2009, siamo ormai ad un milione di posti di lavoro. Toh, guarda caso, la cifra esatta snocciolata da Berlusconi nel suo famoso contratto con gli italiani del 2001. Peccato che il milione di posti di lavoro fosse in meno. E in soli cinque anni. Ma la promessa, converrete,  è stata mantenuta. Che poi sia stata fatta con il segno negativo invece che positivo, che differenza fa? Tanto, come Berlusconi ripeteva spesso, ‘gli italiani sono come bambini di dodici anni’. Un po’ ingenui. Un po’ fessi. Di sicuro distratti.