“AMERICA OGGI” E LA GIOSTRA DEL GOL

DI ITALO CUCCI

ROMA. Quando mi riceve nella sua stanza al secondo piano della palazzina E di Saxa Rubra, Daniele Renzoni, dal primo ottobre del 2009 direttore di Rai Internazionale, mi viene incontro tendendo il braccio per una rapida stretta di mano accompagnata da un avvertimento:  “Non avvicinarti molto perché temo di essermi preso l’influenza. Non mi sento bene e sono anche molto stanco…”.

 

Che facciamo? Rinviamo l’intervista?

“Niente affatto. Questo per Rai Internazionale è un momento particolare e voglio parlarne”, mi dice indicandomi una poltrona. Allora ci sediamo  (ovviamente a debita distanza per evitare contagi da virus), e la nostra chiacchierata ha inizio.

 

-Direttore, non possiamo che partire dal  ‘momento particolare’…

“Sì, il momento è davvero particolare: Rai Internazionale sbarca in  Israele. Sono appena tornato da Tel Aviv dove nella sede della nostra Ambasciata, abbiamo presentato quello che sarà il  primo canale di lingua italiana in Medio Oriente. E grazie al fuso orario favorevole, Rai Internazionale sarà vista in diretta. Israele è un piccolo paese, ma c’è un vasto pubblico interessato ai programmi Rai. E poiché c’è anche molta attenzione per il calcio italiano, abbiamo acquistato i diritti per potere trasmettere anche la Giostra dei Gol, il programma in assoluto più seguito all’estero. Insomma, Rai Internazionale cresce. Ecco perché ho detto che questo è per noi un momento particolare”.

 

– Non voglio guastarti un legittimo  momento di soddisfazione, ma avendo citato la Giostra mi offri l’assist, direbbe un cronista sportivo, per una domanda che ti avrei comunque fatto: come giudichi i severi giudizi  che sulla Giostra ha di recente espresso il critico televisivo del Corriere della Sera, Aldo Grasso?

“Guarda, io non amo la dietrologia, ma non posso non rilevare come quell’attacco sia arrivato proprio nel momento in  cui diminuiscono le rimostranze dei milioni di italiani che ci vedono dall’estero. Mi è sembrata una iniziativa a freddo. Prendendo poi spunto da che cosa? Da un lapsus di un nostro telecronista nell’attribuire un goal a una squadra invece che a un’altra. Come se io prendessi spunto da un errore di Grasso, che nel suo pezzo ha citato un programma che non si fa più (Il Caffè, ndr), per mettermi a criticare Il Corriere…

E poi tutto quello rilievo dato a un articolo che cominciava in prima pagina ed era  dedicato a una trasmissione che in Italia nemmeno si vede. Ripeto, non faccio dietrologia, ma tutto ciò mi è sembrato molto strano. Comunque, per me la questione è chiusa. Ma a proposito della  Giostra, che resta il nostro programma più seguito – e non è un caso che tutte le domeniche vi partecipino Italo Cucci e Gianfranco De Laurentiis,  due fra i migliori opinionisti di calcio italiani – vorrei dare una anticipazione: sto valutando la possibilità di dotare di webcam alcuni circoli sportivi, per farli partecipare in diretta alla trasmissione. Speriamo di farcela”

.

-Altra critica di Grasso: mentre alcune importanti Tv europee nei programmi per l’estero utilizzano le lingue straniere più parlate, Rai Internazionale trasmette solo in italiano. Così facendo, perde non solo l’ascolto di tanti telespettatori che, pur non italiani, amano il nostro Paese, ma anche  quello di figli, nipoti e pronipoti nati all’estero, discendenti di emigrati italiani di prima generazione. Insomma, una forma di provincialismo, secondo il critico del Corriere.

“Non si tratta di provincialismo. Come anche tu sai, la convenzione tra Rai e  Presidenza del Consiglio prevede, in modo vincolante,  che Rai Internazionale diffonda nel mondo la cultura e la lingua italiana. Comunque, quando ho assunto la direzione di Rai Internazionale mi sono posto il problema di arrivare anche alle seconde e terze generazioni dei nostri connazionali residenti all’estero. E dallo scorso ottobre il rotocalco di informazione ‘Italia Magazine’, che va in onda dal lunedì al venerdì, è sottotitolato in inglese e spagnolo. Non sarà  molto, ma va tenuto conto che abbiamo purtroppo risorse limitate.

Noi abbiamo subito i tagli che hanno minacciato di colpire i giornali di lingua italiana all’estero come America Oggi. Nonostante il budget a noi destinato sia diminuito del 46 per cento, credo che stiamo comunque facendo delle buone cose, come Testata giornalistica e come Rete, sia per quanto riguarda i programmi televisivi che per quelli radiofonici.  Oltre ad avere varato nuovi programmi – Italia Magazine, Regioni d’Italia, Italia è, Costanzo Italia, e rinnovato Italia chiama Italia –  in collaborazione con le sedi regionali Rai abbiamo dato spazio anche alla cosiddetta informazione di ritorno, venendo così incontro a una vecchia richiesta dei nostri connazionali: se raccontiamo una storia di abruzzesi, o di calabresi, campani, friulani,  e via dicendo, che vivono  all’estero, quella storia viene trasmessa dal Tg della regione da cui essi provengono. Insomma, non stiamo fermi…”

 

-E per quanto riguarda i palinsesti? Alcune lamentele continuano…

“Cominciamo col tenere presente due cose. La prima è che, oltre a quelli autoprodotti (per un totale di 700 ore televisive e 2.500 radiofoniche all’anno), noi cerchiamo di proporre all’estero il meglio della produzione Rai: dall’informazione all’approfondimento giornalistico, dalla fiction all’intrattenimento, ai programmi culturali. E’ evidente che ogni telespettatore ha i suoi gusti e che non è possibile accontentare tutti. La seconda è che siamo distribuiti in quattro Continenti – non in tre come ha sostenuto Grasso-  24 ore su 24, attraverso tre canali: uno per le Americhe (Canada, Stati Uniti e America Latina), uno per l’Asia e l’Australia e il terzo per l’Africa.  Poiché non è possibile avere un canale per ogni fuso orario, vanno fatte delle scelte.

Per quanto riguarda l’informazione quotidiana, abbiamo puntato a dare nelle diverse aree il Tg più “fresco”: in diretta ne trasmettiamo 5.  Per i programmi, abbiamo scelto di trasmettere quelli che in Italia hanno maggiore ascolto: Porta a Porta, Ballarò, Annozero, L’ultima parola, Che tempo che fa. Per distribuire la programmazione nelle 24 ore ho adottato un criterio che non crea discriminazioni : nel pomeriggio vanno i programmi per i ragazzi , in prima serata fiction e film, in seconda i talk-show. Gli altri  programmi vengono spalmati nel resto della giornata.

 

Chi si perde qualcosa può recuperarlo dal nostro sito web, che in realtà è un ulteriore canale. Per concludere, una cosa mi sembra di potere dire in coscienza: l’offerta di Rai Internazionale avviene, oltre che nel rispetto dei fusi orari, anche  nel rispetto del pluralismo,  e ha come obiettivo la valorizzazione della lingua, della cultura e del sistema Italia nel suo complesso. E’ questa la nostra missione e a questa cerco di attenermi”.