ELEZIONI EUROPEE. BANCO DI PROVA FONDAMENTALE PER TUTTI I GOVERNI.

Lucio Giordano

DI LUCIO GIORDANO

“Le elezioni europee non sono un referendum su di me, e nemmeno sul governo”. Cosi dice Matteo Renzi a La Stampa. Purtroppo è il caso di smentire l’attuale Presidente del Consiglio. Mai come in questa occasione le elezioni europee sono di fondamentale importanza  per gli assetti politici, non sono italiani ma di tutto il vecchio continente. Viene da aggiungere purtroppo, perché le sciagurate scelte d’austerity imposte dalla Troika non hanno fatto altro che allontanare le persone dal concetto di Europa dei popoli. Un concetto teoricamente bellissimo, straordinario: uguaglianza e solidarietà tra nazioni diverse, stesse leggi, stesse strade economiche, stesse opportunità. Ma la miope volontà della Bce, un baricentro spostato verso la Germania e i Paesi del Nord, hanno portato L’Europa a dotarsi in maniera dissennata di un Euro, solo per alcuni tra l’altro, di cambi valuta folli, di una moneta insomma che fa smaccatamente il gioco degli speculatori e delle multinazionali   Tralasciando invece  tutto il resto, ad iniziare dal concetto di Europa dei popoli fortemente voluto da Altiero Spinelli. Fino allo sfascio attuale. In queste condizioni sarà inevitabile, purtroppo, la vittoria dei partiti populisti. E sarà altrettanto inevitabile, come è sempre avvenuto, che un risultato capace di  sovvertire  totalmente l’esito delle elezioni  causerà una  crisi di governo e nuove elezioni. Per cui Renzi cambi verso alle proprie dichiarazioni e vada coraggiosamente incontro al proprio destino. Qualsiasi esso sia. Grillo, del resto, l’ha già avvertito. Se Il Movimento 5 stelle prendesse alle europee  un voto in più del Pd o del morente partito di Berlusconi, il governo cadrebbe il giorno dopo.