FERMIAMO IL GIOCATORE DI POKER

Lucio Giordano

DI LUCIO GIORDANO

Andremo avanti lo stesso, dice Del Rio. No, meglio fermarci qui. Subito. Adesso. Il presidente del consiglio che si gioca tutto, come  ha detto a Mentana, sembra un giocatore di poker che ha  una coppia di donne in mano e rilancia fino alla luna. Si gioca tutto, insomma,  ma sulla pelle degli italiani: con soldi non suoi.

E allora forse è il caso che questo ragazzo che aveva perso le primarie per le ultime politiche del 2013, che, come Letta, era diventato presidente del Consiglio senza aver vinto niente, faccia un passo indietro. Del resto , in un mese si è visto e capito tutto: gli accordi con Berlusconi, altro giocatore di poker, le promesse di sgravi fiscali senza reali coperture, i colpi ad effetto pieni di demagogia, la riforma costituzionale.

Già, la riforma costituzionale. Bene, se proprio si deve fare, la si faccia tornando alle urne, magari davvero con il proporzionale. Magari ancora  avendo un sussulto di dignità e dicendo:  sull’Italicum non se ne fa più  niente, abbiamo scherzato. Perchè se proprio si deve mettere mano alla costituzione più bella del mondo, lo si faccia in modo condiviso, con la più alta rappresentanza democratica, con una legislatura costituente.

Perchè noi italiani onesti  non vogliamo nemmeno saperlo se è in atto da anni una guerra senza esclusione di colpi tra le varie massonerie, se abbiamo il cappio al collo della  Troika o  dalla  finanza internazionale, se è in corso una sterile lotta generazionale. Noi italiani onesti vogliamo  semplicemente uscire dal tunnel economico, politico, sociale in cui ci hanno cacciato trent’anni di governi interessati solo  a spogliare il paese.

E invece ci troviamo di fronte ad un presidente del consiglio giovane ed inesperto. Adrenalinico e senza sangue freddo. Che rischia di farci rimettere l’osso del collo. Doveva pensare a rilanciare l’economia con dei provvedimenti ad hoc: sta provando a modificare  la costituzione senza che nessuno e, ripeto nessuno, glielo abbia mai chiesto.  Forse allora è il caso che gli italiani dicano : ‘servito’ e calino una scala reale di cuori, per mandarlo a casa. salvando all’ultima mano, l’osso del collo.