SARDEGNA: OPPI DIVENTA QUESTORE IN BARBA AL PECULATO

Alma Antonella Mundi

DI ANTONELLA SODDU

E’ proprio vero. A volte si fanno i salti mortali per difendere la propria casa.  Deve aver pensato a questo l’onorevole Giorgio Oppi, da ventisette anni presente in Consiglio  Regionale Sardegna. Uno che porta voti al partito, certo. Oggi lo spessore politico equivale a saper portar voti nel nome di quel principio che in politica contano i numeri ma non i fatti.  Ieri, nel corso della seconda seduta del consiglio  regionale, Oppi ha ottenuto ventiquattro voti a favore compresi tre della maggioranza, che gli sono valsi la nomina a Questore. Per chi non sapesse quali sono le funzioni del questore è presto detto: “Cercare, investigare e inquisire”. Non ci sarebbe nessun problema, o meglio, nessuna rimostranza da fare se non fosse che Oppi è tra gli indagati nell’inchiesta sui fondi ai gruppi consiliari.

Certo, lo abbiamo sempre detto, esser indagati non significa esser condannati; è un atto dovuto a garanzia della persona indagata, che ha diritto di esser informato sull’andamento delle indagini a suo  carico. Per esser ancora più precisi, Oppi (UDC) oltre ad esser indagato per peculato ha a suo carico anche alcune indagini per truffa e falso. Tutto nasce da una trasferta avvenuta nel 2011 quando ricopriva la carica di Assessore all’ambiente.  La procura di Cagliari gli contesta di essersi fatto rimborsare i costi di un viaggio a Chianciano facendolo passare per viaggio istituzionale. Cosi non fu. Secondo il Pm che ha in carico le indagini, è verosimile, invece, la partecipazioni di Oppi a un convegno UDC.   Sulla nomina di Oppi nessun commento né da parte  del centrodestra né tanto meno del centrosinistra. Qualcuno, come il consigliere  Michele Cossa dei  Riformatori sardi  (unico  partito a non esser  finito sotto la lente della procura)  ha addirittura preferito non presentarsi in aula.

Oppi è un alleato politico e Cossa lo sa bene, nonostante nella precedente legislatura abbia sollevato invano la questione morale contro Cappellacci. Che, lo ricordiamo, pochi giorni prima delle elezioni per il rinnovo del consiglio regionale è stato assolto dall’accusa di bancarotta nel crac della municipalizzata di Carloforte.  Lo stesso Cappellacci è ora sotto processo per il fallimento della SEPT, azienda industriale di vernici. Oltre ad esser stato di recente rinviato a giudizio per abuso d’ufficio per la questione/affare Eolico in Sardegna.  Per Cossa un duro colpo che non ammetterà mai, anche se negli ambienti del centrodestra sanno che avrebbe preferito un altro nome a quello di Oppi.  Dall’altra parte l’enigma dei  tre voti  arrivati dalla maggioranza sono commentati   ironicamente dal neo  consigliere e presidente della commissione sanità, il socialista Raimondo Perra, che alla domanda “cosa pensa  delle tre schede  con il voto a Oppi” risponde: “Cosa penso delle schede dove c’era scritto Oppi? Niente più che un errore di distrazione”. Il tutto farcito da un sorriso.  Insomma, della serie non ci facciamo mancare mai niente. Qualcuno ha  ancora  da dire sul ritiro di Francesca Barracciu e sulla  sua recente nomina  a Sottosegretario ai Beni culturali?

 

oppi 2

 GIORGIO OPPI