INCOMPRENSIBILE IL NO DEI 5 STELLE ALL’ABOLIZIONE DEL SENATO

Roberto Michele

DI ROBERTO SCHENA

NO, NON RIESCO A CONCEPIRE CHE SOLO PER FARE UN DISPETTO A RENZI si accetti il bicameralismo paritario così com’è, riducendo il problema dell’efficienza politica a una mera questione di prebende da eliminare. Avrei potuto capire i 5 stelle, i Rodotà e i Zagrebelsky contrari a un Senato “federale” o delle “autonomie”, infatti non è consigliabile conferire maggiori poteri alla classe politica locale, che ha dato un’orrenda prova di sé. Avrei concepito una forte contestazione contro un Presidente della repubblica a cui si assegna il compito di nominare addirittura 21 senatori per sette lunghi anni. Avrei ascoltato con interesse delle proposte alternative credibili. Ma mantenere il Senato e il bicameralismo “perfetto” così come li conosciamo, che poi di perfetto non ha proprio nulla, assomigliando piuttosto a un labirinto dove le istanze migliori si perdono e dove solo i potenti di turno conoscono i percorsi, è decisamente, inspiegabilmente da conservatori.

Il sistema bicamerale perfetto rimarrebbe “labirintico” anche con i senatori e i deputati dimezzati nel numero e nei compensi, come vorrebbero i 5 stelle in alternativa. Per le “seconde letture” delle leggi e dei progetti di legge non serve una seconda camera elettiva con gli stessi identici poteri, un sistema atto a prolungare i tempi e a destabilizzare l’esecutivo, peraltro in vigore solo in Italia. Dove era in vigore è stato abolito.

Esistono già istituzioni efficacissime, come la Presidenza della Repubblica e la Corte Costituzionale, le quali possono rispettivamente rinviare e abolire leggi incongruenti, prive di copertura finanziaria, rilevare errori, senza contare che qualunque associazione, qualunque cittadino può rivolgersi alla prima e alla seconda per sollevare dubbi e chiedere modifiche. Come molto spesso è avvenuto. Senza contare l’eventuale mobilitazione della piazza, che poi è la vera “seconda camera”, quella dell’ultima parola, dell’ultima istanza. Come altrettanto spesso è avvenuto, nonostante il sistema bicamerale nella sua pretesa d’essere “perfetto”.