AMARCORD. SERGIO VOLPINI: ” ERO L’OTTUSANGOLO DEL GRANDE FRATELLO. ORA FACCIO IL BROKER”

Lucio Giordano

DI LUCIO GIORDANO

Per tutti rimarrà l’ottusangolo. E lo sarà per sempre. Il soprannome glielo avevano affibbiato gli autori di Mai dire Grande Fratello, quelli della Gialappa’s band. In effetti, dentro la casa più famosa d’Italia, Sergio Volpini, il surfista belloccio e simpatico,  brillava per i suoi  discorsi banali, non proprio di alta filosofia. Del resto, aveva 25 anni, all’epoca. Era giovane, acerbo. E dentro di sé  tanta voglia di sfondare nel mondo dello spettacolo. “ Quando venni chiamato dagli organizzatori del reality show di Canale 5, ricorda Sergio che oggi di anni ne ha 37, facevo ‘l’attorino’. Mi definivo cosi. Nel senso che ero alle prime armi, sognavo di recitare nel cinema e il Grande Fratello poteva rappresentare un eccellente  trampolino di lancio per le mie aspirazioni”.

Parla con lo sguardo rivolto al passato, Volpini, mentre fissa il mare della sua Sirolo, la cittadina sulla riviera del Conero, in provincia di Ancona, nella quale ha deciso di tornare a vivere nel 2007. Ma dodici anni fa, quando prese parte alla prima edizione del Grande Fratello, il suo sguardo  era proiettato  al futuro. “ E’ vero. Dentro la Casa avevo fatto colpo sul pubblico. Ero uno dei tre, quatto concorrenti che poteva farcela a sfondare nel mondo dello spettacolo. E lo capii presto. Ricordo una sera, pochi giorni dopo aver varcato la Porta Rossa. Ero in casa del mio ufficio stampa, Daniela Piu, al centro di Roma. Si parlava proprio delle mie  prospettive. Io non ero ancora consapevole del successo che stava per piovermi addosso. Lei si. Allora, quasi a volermi sfidare, mi disse: “ Se non mi credi, affacciati alla finestra a fumare una sigaretta. E vedrai”. Mi affacciai. Sotto di me si radunarono prima dieci, poi venti, poi centinaia di persone. Si sbracciavano, urlavano il mio nome. Si era formata una folla  delirante. ‘Che avrò mai fatto per meritarmi tutto questo’, mi ripetevo.  Mai accaduta prima, una cosa del genere,. E il bello dovevo ancora  arrivare.

Cosa successe, Sergio?

Io ,che praticavo Surf da quando ero bambino, mesi dopo  venni messo nella condizione di gareggiare, in via del tutto amichevole,  al fianco di Alessandra Sensini, la campionessa olimpica di tavola a vela. Quel giorno mi rimarrà impresso per sempre. Guardavo il mare, impugnavo la barra della vela, volgevo lo sguardo  verso Alessandra,  poi davo un’occhiata a riva, dove c’erano i miei amici, i miei parenti,  un pubblico foltissimo. E pensavo fiero: “ Sergio, ma cosa puoi pretendere di più dalla vita? Sei qui, al fianco di un mostro sacro dello sport,  anche tu in meno di un anno ti sei guadagnato una bella fetta di popolarità  e i soldi stanno entrando nelle tue tasche.

Erano tanti?

Si. Anche se non tantissimi. Non arrivavo ai compensi di Pietro Taricone, però il mio nome era molto richiesto nei locali pubblici e nei programmi tv.  All’inizio no, ma con il tempo ho capito che, dentro la casa, ero diventato un personaggio mio malgrado. Merito della Gialappa’s e di quel soprannome che era diventato il mio marchio di fabbrica. Ero più famoso come Ottusangolo che come Sergio Volpini, ormai. Ma a me all’epoca stava bene cosi. Mi divertivo, ero pieno di donne. E molte altre avrebbero fatto carte false per avere un’avventura con me. Alcune, in realtà tante, si accontentavano di un bacio, diciamo cosi, alla francese. Magari ero davanti al metal detector,  in fila ai controlli dell’aeroporto, per partire e andare da una parte all’altra dell’Italia. Loro mi fermavano ed esclamavano: ‘Ma tu sei Sergio del Grande Fratello. Posso darti un bacio?’ Se mi piacevano non rifiutavo mai. E mi lasciavo baciare. Dietro, magari, c’era un’altra ragazza che voleva fare altrettanto. Una scena del genere mi sarà capitata almeno una cinquantina di volte, in quegli anni. E io ne approfittavo. Stavo sull’onda e mi lasciavo trasportare, anche se era un’onda superficiale. E i guadagni di quel primo anno rendevano tutto ancora più facile. I miei compensi di una serata equivalevano allo stipendio mensile di un impiegato. Poi ,però,  dopo nemmeno due anni tutti iniziò a rallentare. E di  molto. Anche per quanto riguarda i soldi. Tutti quelli che mi incontravano erano convinti fossi ricco. Invece, grazie al fatto di essere una brava formichina, riuscivo semplicemente ad amministrarmi bene ”

E i soldi del periodo Grande Fratello come li spese?

Tutti investiti in una casa diroccata, appartenuta ad alcuni  miei parenti, a Sirolo. Abitavo ad Ancona da  bambino. D’estate però andavo in vacanza  con i miei genitori, proprio da quelle parti. Tutte le volte che ci passavo guardavo attentamente quel rudere  e ripetevo a me stesso: ‘E’ bellissimo: un giorno lo rimetterò a posto e ci andrò a vivere’. Grazie al Grande Fratello ci sono riuscito.

Grazie anche al personaggio dell’Ottusangolo.

Si , devo dire che all’inizio il soprannome mi dava molto fastidio, e in fondo non mi sbagliavo. Ma proprio grazie a quel personaggio un po’ cosi, i primi tempi amplificai la mia popolarità. Oltre che a Mai dire grande Fratello, mi chiamarono anche a lavorare per una radio nazionale, Stavo insomma investendo sul mio futuro. Anche se i ritmi erano stressanti e poco a poco  cominciai a soffocare, nei panni dell’uomo ottuso. Ricordo la prima frattura con la popolarità. Una notte del 2002, in casa mia a Milano, la città nella quale nel frattempo mi ero trasferito,  parlai a lungo con un amico. A cuore aperto gli dissi. ‘ Guadagno, interpreto televendite, sport pubblicitari,  la gente mi riconosce per strada. Per molti sono diventato addirittura il loro confidente: mi raccontano tutti i loro fatti privati, fanno domande dirette su di me, sulla mia vita. E’ tutto bello, ma io inizio a non farcela più. Non è questo ciò che voglio. A me interessa recitare nel cinema, essere stimato e apprezzato come attore, non come  ottusangolo. Cosi non può più andare avanti. In questo modo mi sto perdendo, sto perdendo la mia dignità. Devo provare a cambiare’. ‘Lui mi rispose secco: stacca per un periodo, parti, fatti un viaggio’. Gli diedi retta. Il giorno dopo prenotai un volo per le Isole  Barbados. Quaranta giorni lontano da tutto e da tutti, per riflettere. Rifiutai diverse serate in quelle settimane, ma per me era più importante ritrovarmi.

E si ritrovò?

Mi proposi come autore di programmi per canali satellitari. Non era esattamente  quello che volevo ma era un primo passo per allontanarmi dal personaggio che dopo l’esaltazione del primo momento iniziavo a detestare. Volevo dire la mia nel mondo dello spettacolo. Avevo mille cose da raccontare di me, di come la pensassi veramente. Invece  mi invitavano  come ospite per parlare di argomenti  superficiali introducendomi sempre  come l’Ottusangolo del Grande Fratello. Tutte le volte avrei voluto sparare  alla presentatrice di turno. Dentro, dunque, stavo prendendo le distanze da quello che ero.

Una nuova vita.

Si. Intorno al 2003, 2004 era finita la mia ‘preistoria’. Non volevo più rimanere ingabbiato in quel personaggio. Dovevo liberarmene. Iniziavo ad essere insofferente anche nei confronti del pubblico. Non accettavo più gli insulti delle persone che mi chiamavano ottusangolo aggiungendo epiteti irripetibili. Prima ci ridevo su, facendo finta di niente. Adesso dicevo basta. Anche perché in un paio di occasioni, durante dei concerti rock, venni anche picchiato. E sa perché?  Solo perchè ero stato un concorrente del Grande Fratello e risultavo antipatico.

Quando comprese che stava finendo tutto?

Un paio d’anni dopo. L’episodio che mi fece capire che dovevo abbandonare la nave  prima di schiantarmi  sugli scogli, risale al 2006. Fu un episodio per me dolorosissimo, determinante. Avevo sostenuto un provino per un film. La prego solo, non mi chieda di fare nomi. In quell’occasione portai il monologo dell’attore Edward Norton nella scena più importante del capolavoro cinematografico  la 25 esima ora.  Al regista piacque molto quella interpretazione. Il ruolo sarebbe stato mio, mi disse. Ma quando venne interpellato il produttore, lui rispose senza pensarci un attimo, quasi stizzito: ‘Volpini, l’ottusangolo? Ma siamo impazziti, non è credibile per il personaggio che deve interpretare’. Ci rimasi malissimo. E allora capii che c’era un limite , nella vita, che non si deve mai superare. Mi feci un attento esame di coscienza. Ci  avevo provato a sfondare nel mondo dello spettacolo. Ce l’avevo messa tutta. Ma non c’ero riuscito, Del resto il talento è una cosa, l’ambizione è un’altra. E io di talento non ne avevo. Nessuno mi cercava quasi più, la popolarità del Grande Fratello era evaporata. Allora mi misi da parte e mi ritirai”

Con intelligenza ed equilibrio, Sergio Volpini aveva capito che per lui  si era chiusa un’epoca. Senza intestardirsi oltre ,disse addio a Milano, all’ambiente dello spettacolo. E tornò a Sirolo. “ Ero stanco delle montagne russe, dei saliscendi nella popolarità, delle docce scozzesi durante le quali a momenti in cui sembrava potessi ripartire con il lavoro si alternavano periodi di calma piatta. Erano periodi snervanti. Non sopportavo più di dipendere dalle cene con i produttori, gli agenti o i dirigenti televisivi e radiofonici. Certo, avrei potuto vivere di cosette, galleggiare nell’ambiente, tra un’ospitata e l’altra, ancora per qualche anno. Ma non mi interessava.

E dunque?

Volevo  guadagnare meno ma in modo più regolare. Desideravo un lavoro in cui potessi decidere io come agire. Cosi con un socio misi  su  un’agenzia di  management. Curavo gli interessi  di alcuni personaggi dello spettacolo. Poi, due anni fa, mollai   tutto per  lavorare con una multinazionale del settore dell’abbigliamento.

E cosa fa?

Sono un broker. Metto in contatto questa azienda straniera molto importante con le eccellenze del made in Italy. Procuro contatti e contribuisco a scoprire talenti nel mondo della moda. Sono spesso in viaggio per il Paese ma la base resta Sirolo. Per un solitario come in fondo sono io, per uno che ama il mare è il posto ideale in cui vivere.  Vado a fare surf a piedi e non c’è nemmeno bisogno di prendere l’auto. Insegno anche ad alcuni personaggi dello spettacolo ad andare sulla tavola a vela e appena ho un poco di tempo vado tra i mari più ventosi per continuare a praticare il mio sport preferito Certo, mi piacerebbe anche  essere in coppia, ma diversi mesi fa sono tornato single dopo un amore durato tre anni.

E le persone  la riconoscono ancora?

Si. Prima però si avvicinavano, mi travolgevano di attenzioni. Adesso non più. Qualche giorno fa  sono andato con Paolo, un mio amico, a mangiarmi una pizza. Il locale era pieno. Ma nessuno si è alzato per salutarmi. Però  a conti fatti  non è detto che la cosa mi dispiaccia.

PUBBLICATO IL 21 GIUGNO 2012