BERLUSCONI TORNA IN CAMPO

Guido Melis

DI GUIDO MELIS

C’è un metodo in questa pazzia. Ogni volta che Berlusconi sembra out, il suo “ritorno in campo” si caratterizza coi fuochi d’artificio. Che, fuor di metafora, sono una serie impressionante di minchiate sparate senza risparmio di colpi contro tutto e tutti. Ce n’è per tutti, in effetti: il Quirinale, la Corte costituzionale fatta da giudici comunisti, il governo, gli ex amici che hanno tradito, i giudici (soprattutto i giudici: ma non era vincolato al riservo, su questo punto?). La campagna elettorale è fatta di annunci choc, di anatemi, di parole in totale libertà. Come quella sui tedeschi, che riporta a galla l’offesa di qualche hanno fa sul tedesco kapò e insieme offende tutta la Germania, senza distinzione tra destra e sinistra. Qual è l’effetto di tutte queste scempiaggini? E’ esattamente quello voluto. Berlusconi torna sulle prime pagine. Titoli cubitali sui giornali, intere trasmissioni televisive a lui dedicate. Non si parla di niente che abbia a che fare coi suoi ripetuti fallimenti di uomo di governo, né tanto meno delle sue condanne, né della sua evidente vecchiaia (che forse, tra tutte le “disgrazie”, è quella che gli duole di più). Eccolo di nuovo lì: con la faccia-mascherone che sembra uscito da un restauro pasticciato, con gli occhi scomparsi nel grasso del viso, il fondo tinta usato a chili. Eccolo ancora a dominare i media, l’unica cosa che sa fare veramente, la sua vera arma segreta. E i media che ci stanno. E Vespa che lo accoglie come il figliuol prodigo. E tutti a chiedersi cosa dice Berlusconi, cosa pensa Berlusconi, se fa l’amore con la Pascale, se la Pascale è incinta, se la figlia Marina gli succederà in politica, se lui andrà dai vecchietti e quali barzellette del suo inesauribile repertorio racconterà, quando dovrà intrattenerli. Uffa! Uffa! Non se ne può più. Se esiste un comune de-berlusconizzato ci trasferisco subito la residenza.