PEPPINO IMPASTATO: UNA PIAZZA PER CONTARE E RICORDARE

Maria Pia De Noia

DI MARIA PIA DE NOIA

Non è certo piacevole scoprire una targa che ricorda un giovane ammazzato. Ma che in un piccolo paese del Sud, oggi, venga dedicata una piazza a Peppino Impastato trovo sia comunque una bella cosa. Perché la memoria è un dovere. Una lapide è una pietra viva che serve a tracciare la storia anche lontano dai luoghi dove è accaduta. Quando siamo passate davanti al cartellone che ne annuncia l’inaugurazione, ho istintivamente fatto un commento a voce alta. Chicca e Chiara, allora, hanno iniziato a farmi domande.

Ho provato a raccontare loro chi fosse Impastato e perché gli dedichiamo una piazza. In modo fiabesco, come si può fare coi bambini, parlando della radio, del gioco dei buoni e dei cattivi, della Sicilia. Omettendo la parola mafia e il contorno. Poi è arrivata la domanda difficile. Dopo tanti anni nessuno di noi ha trovato la risposta, figuriamoci se sia possibile spiegare a una bambina perché i cattivi fanno del male ai buoni. Soprattutto, poi, se devi omettere la parola mafia e il contorno. Non trovando le parole, ho detto loro di contare come a loro piace fare. E contando abbiamo iniziato a cantare. “1, 2, 3, 4, 5, 6 cento passi”. Non credo abbiano capito molto ma un giorno se lo ricorderanno.

(9 maggio 2014)

PEPPINO IMPASTATO