STEFANIA GIANNINI SI DIMETTE DA SEGRETARIO DI SCELTA CIVICA. ALFANO INVECE RESISTE.

Lucio Giordano

DI LUCIO GIORDANO

Alle elezioni Europee, più di Grillo o Berlusconi, i veri sconfitti sono stati scelta Europea e Ncd. Scelta Europea, al quale il Pd ha scipppato tutti, ma proprio tutti gli elettori, non è andata oltre lo o, 7, tanto che se dovessero fare un comizio di Piazza, potrebbero ritrovarsi in casa di qualcuno ed evitare noiose  lungaggini burocratiche per i permessi. Cosi, come logica vuole in questi casi, Stefania Giannini,  il segretario di Scelta Civica, il partito di Monti che in Europa si era presentato con Fare  e con il Centro democratico di Tabacci, si è dimesso.

 Alfano invece? Macchè. Il segretario di Ncd che alle europee ha raggiunto il quorum per il rotto della cuffia, non ci pensa proprio a farsi da parte. Anzi, convinto di aver ottenuto un ottimo risultato, nonostante le ambizioni a due cifre, va alla guerra con Berlusconi ed è certo che il suo partito avrà un radioso futuro. Non svegliatelo e  soprattutto non ditegli che un segretario di partito quando vive una catastrofe elettorale come  quella  di qualche giorno fa, dovrebbe solo alzare i tacchi e andarsene. Ma Alfano è un osso duro. Destinato  con la sua formazione  a subire le decisioni di  Renzi  fa finta di non sentire. Lui è certo infatti  di avere la stoffa del leader. Non abbiamo motivo per dubitarne, per carità. E pazienza che, a sentire Silvio, ad Angelino è invece sempre mancato il quid.