I GUFI SI METTESSERO IL CUORE IN PACE. LA LISTA TSIPRAS ANDRA’ AVANTI PER UNIRE LA SINISTRA

Lucio Giordano

DI LUCIO GIORDANO

Si mettessero il cuore in pace, i gufi e i rosiconi. Soprattutto i sobillatori. La Lista Tsipras andrà avanti senza se e senza ma. E chi vuole, potrà andarsene. Anche se Fratoianni, nel corso della segreteria di presidenza di Sel prevista per oggi ,  proverà  ad essere inclusivo verso quei pochi dissidenti che non credono al progetto.

In fondo è’ giusto cosi. La democrazia è questa: liberi di scegliere. Serenamente. La differenza tra questo movimento di sinistra e il resto del panorama politico italiano è tutta qui: dentro Tsipras non ci sono leader populisti e autoritari. Niente frasi urlate del tipo ‘o si fa cosi o ve ne andate, con le buone o con le cattive, perchè qui comando io’.

Perchè Tsipras, un movimento composto si dai partiti, Rifondazione e Sel, ma soprattutto dalla società civile che, come dice il leader di Syriza, Alexis Tsipras, vuole rimettere al centro l’uomo e il lavoro, con tutti gli altri, marca la differenza proprio in questo. Decisioni collegiali, un entusiasmo e una spontanea fedeltà alla causa, che non si vedevano in Italia dai tempi di Berlinguer.

E poi perchè non andare avanti? Si trovasse un motivo, un motivo soltanto per non farlo. ‘Per riunire le sinistre’, dice Gennaro Migliore. Già, ma quali sinistre. In Italia ce n’è una sola. Ora più che mai, ora  che la Dc di Renzi, pardon il Pd, ha fatto le sue scelte spostandosi abbondantemente a destra, dalla parte opposta ci sono praterie su cui galoppare a briglia sciolta.

Insomma, se Migliore e qualche altro parlamentare vogliono unirsi a Renzi, magari per uno strapuntino, facessero pure. Ma rischiano di perdersi una grande occasione per togliersi soddisfazioni a non finire. Già, perchè basterà attendere  qualche mese, e i molti elettori ex Pci che hanno votato il Pd, capiranno finalmente che quel partito , di sinistra non ha più nemmeno il profumo.

Certo, la strada per  costruire un grande movimento di sinistra è lunga e faticosa. Syriza ci ha messo 10 anni per passare dal 2 per cento all’attuale 28. E diventare il primo partito greco. Tsipras si è messo in gioco, ha battuto piazze e quartieri, con i suoi ha fatto volontariato e  ha parlato con le persone. Per strada.  Ripeto, per strada. Tra la gente. Cosa che ad esempio il Pd  ha smesso di fare da tempo , chiudendosi in se stesso, in un dorato mondo autoreferenziale. Chi non ricorda quella fine di campagna elettorale del febbraio 2013 nella tristissima cornice del Teatro Ambra Jovinelli, mentre Piazza San Giovanni era stracolma di elettori 5 stelle?

E poi siamo sicuri che la minoranza del Pd non decida di staccarsi dai renziani per unirsi proprio alla lista Tsipras o come diavolo si chiamerà? E siamo sicuri  che con la crisi che si è aperta nel partito di Grillo, la parte sana del movimento, quella di sinistra, non decida di unirsi a Fratoianni e agli altri? Tra l’altro, ed è quello che conta nella maniera più assoluta, la base di Tsipras  è compatta. Nessuno vuole cedere di un millimetro, tutti vogliono andare avanti. E tutti vogliono ricostruire la sinistra uscita mortificata dalla drammatica svolta della Bolognina.

Perchè la verità  è che mai come adesso c’è voglia di sinistra, in Italia. Una sinistra vera, non di facciata come quella proposta in questi anni dal Pd. Meno male che poi è arrivato Matteo a mettere le cose in chiaro. Lui di sinistra non è mai stato. E sotto sotto, chissà, la  sinistra la odia anche un pochino. Poi, un domani se vorrà, Renzi potrà anche dialogare, con la lista Tsipras. Ma da pari a pari. Del resto Dc e Pci non lo hanno sempre fatto?