LA SERIE DI GOMORRA: UN SUCCESSO SKY

DI TOTO TORRI

Il  “fascino” del male in“Gomorra – la serie”,da una idea di Roberto Saviano.

Un viaggio  Kolossal  di Sky Italia,lungo 600 minuti,  30 settimane di lavorazione, nella  realtà crudele della camorra con la supervisione  e la regia  di Stefano Sollina su Sky  Atlantic HD.

 Un successo record di ascolti , venduto in 40 paesi del mondo.

    Il “fascino” del male. Sì. Il male emana un fascino perverso che  prende  e ti inchioda in un un viaggio Kolossal lungo 600 minuti, con la curiosità bieca di vedere come la crudeltà più feroce della camorra  a che punto di barbarie arrivi ed operi, ammazzando, scannando , incendiando chiunque ostacoli il più fiorente narco traffico di stupefacenti del mondo occidentale.La camorra ormai allunga le mani  nell’intero territorio e si allarga a macchia d’olio in molti paesi. Ma qui è Scampia  e Napoli è il centro del potere perverso, in particolare quel quartiere famigerato delle Vele, uno scempio  di cemento gigantesco, un’offesa all’umanità, luride abitazioni, dove si lotta per la sopravvivenza.Qui  imperano ed hanno  buon gioco,due bande feroci, i Savastano e i Conte, si contendono a colpi di kalamiskov , il potere del lucroso commercio.Non importa quanto costi di vite ammazzate, tutto si giustifica , è importante che resti il  boss indiscusso del come e quando.

    Questa storia vuole dimostrare cosa sia la camorra,come si impadronisce, come si moltiplica , come  la fame mieta proseliti, ma non è questa una scusante, anzi. Scampia, Ponticelli o i quartieri spagnoli  di Napoli non sono certo solo questo, vive ed opera  un popolo sano, onesto. Napoli si ricorda  con amore per l’arte, il fascino della Costiera, la musica, la sua storia, i suoi musei, il ricordo di migranti “Partono i bastimenti per terre assai luntane.”

   Ma “Gomorra”, è un’altra cosa, un viaggio lungo, efferato, dove si racconta una realtà feroce, spietata. Stefano Sollima supervisiona e dirige sette episodi, Francesca Comencini e Claudio Cupellini 5, lo raccontano  con una regia di rarissima fattura. Sollima è caposcuola nel genere e Gomorra si arricchisce di una sceneggiatura asciutta,essenziale,rigorosa, fuori dai denti, esigente,priva di sbavature, di paure, ipocrisie , rigorosamente attinente alla dura realtà, con il coordinamento editoriale di Stefano Bises,Fasoli,Rampoldi,Gravino e Maddalena Ravagli. Un gioiello di scrittura.Un Kolossal Tv, con oltre 30 settimane di riprese, un budget da capogiro, oltre Napoli, Ferrara, Barcellona, un cast di attori di eccellenza legati al territorio, una produzione  imponente firmata Sky  Italia con Cattleya, Fandango  e Beta Film.Passato su Sky Atlantic HD con strepitoso successo, è un canale nato recentemente che già va forte e che trasmette le serialità più famose a livello mondiale.

  La storia  raccontata nasce da una idea di Roberto Saviano.Gomorra e’ il libro verità di Saviano, ha venduto 10 milioni di copie nel mondo e 3 soltanto da noi. Scrivere della criminalità organizzata ,dello spaccio pesante di droga  ce ne vuole, è coraggio di pochi. La camorra è spietata,non perdona.  La  verità è spudoratamente pericolosa.  Una volta,anni fa, Enzo Biagi disse a Saviano:”Te la faranno pagare. Questo paese non sopporta che siano raccontate delle cose, arrivando a molti.”

  La inevitabile sentenza si è avverata. Dal 2006 dall’uscita di Gomorra, la giovane esistenza di Saviano è vissuta perennemente sotto scorta, quel libro è la sua espiazione e la sua  condanna.

“Questo successo è pesante, è il mio lavoro non rinnego nulla ,ma si vive in una gabbia, la verità costa troppo, credo non sia nobile aver distrutto la mia vita e quella delle persone che mi circondano. Sono stato tacciato da alcuni mezzi di  informazione  superficiali di  diffamare quel territorio.Quindi diffama quel territorio, non chi fa quel tipo di azioni, ma chi  lo racconta? Perché  se non le raccontassimo non sarebbero percepite e quindi sarebbe piu’ facile affrontarle? Mi sembra una aberrazione. ”

  Andrea Scrosati, Vice presidente Programming  Cinema Entertainment, Partner Channels e News di Sky , con Riccardo Tozzi e Domenico Procacci ricordano il grande lavoro  di Saviano e di tutto  l’apparato realizzatore del progetto.

  Andrea Scrosati va giù e aggiunge:” Siamo orgogliosi di questo prodotto, è un grido alla vergogna ed un’accusa  a quel mondo .E’ stato venduto in 40 paesi importanti. Siamo  soddisfatti, la fiducia ci arriva  proprio da chi è maestro del settore come l’America e i Paesi anglosassoni. E non è vero affatto che “Gomorra” sia un cattivo esempio per i giovani, semmai è una vera e propria denuncia mostrare  il male.  Sky Italia ha portato il nostro Paese a dire la sua, a confrontarsi alla pari con le poche  realtà mondiali maestri nel genere.Abbiamo canbiato il linguaggio della serialità italiana portandola al migliore livello cinematografico ,trasformando ogni fiction in serie di cult , ci siamo imposti  con tecnologia avanzata , sofisticata, budget  e cast di qualità, in un apparato di eccellenza che ci  fa primeggiare”.

 Un cast di  rara professionalità quello di “Gomorra la serie”,  con Maria Pia Calzone , Imma la protagonista , moglie del boss Savastano, un’attrice pensante, fascinosa, come spesso accade ad artisti di talento che lavorano con intelligenza, preparati, ha raccolto meno  di quanto ha seminato.Stimata  nell’ambiente per il suo importante curriculum artistico ,Maria Pia è di adozione napoletana, laureata in Lettere all’Istituto Orientale di Napoli, diploma al  Centro Sperimentale di Cinematografia , Scuola Europea Mestiere dell’Attore. E lei  ha imparato alla perfezione quel mestiere, arriva dal grande teatro  dall’Amleto di Tato Russo , Lisistrata, Sogno di una notte di mezza estate. Attrice eclettica,passionale,spazia a tutto tondo, come solo il talento permette.Con il teatro e il cinema che conta,lavora con Cristina Comencini in “Matrimoni”,con Francesca Neri, “Equilibriun” di  kurt Wionner con Christian Bale, dal ruolo di Madonna  passa con disinvoltura al personaggio di Desiderio un giovane trans, un ruolo pericoloso ed ostico in “Mater Natura” di Massimo  Andrei,  vincitore del Premio della Critica alla Mostra di Venezia.Ora  Maria Pia con la  consueta facilità si cala nel ruolo  di Imma Savastano , moglie del potente e feroce boss della mala, un  Fortunato Cerlino ineguagliabile e madre di Genny Savastano , Salvatore Esposito,  bravo nel difficile personaggio , antipatico,figlio viziato , arrogante,  piccoso, sciocco,  forte di quel cognome, al momento è solo un guappo di cartone che disturba Noemi(Elena Starace), la ragazza del figlio del clan nemico, guidato da Salvatore Conte, Marco Pelvetti, mettendo nei guai il potente genitore.

   A Maria Pia Calzone, le chiedo.

 Chi è Imma Savastano?

 “E’ una moglie fedele al boss,  rispetta e non giudica  la “professione” del marito. “

 Come madre di Genny?”

 “Abbiamo concesso troppo a Genny, esageratamente, motociclette potenti,

 lusso, discoteche, quella arroganza che avremmo dovuto al momento giusto  correggere , invece …  la colpa  è tutta nostra,  abbiamo concesso troppo, dice al marito.”

In realtà  vivete fra quadri, stucchi, arabeschi dorati ch fanno a cazzotti,marmi di Carrara, ostentazione sfrenata del lusso, un divano  che per schizzofrenia  cambiate piu volte  in un kitch di scellerata bruttura, è sintomatico da che mondo  arrivate…

“ E’ vero.Lusso becero, cocaina,alcol,  pistole fumanti,ignoranti , presuntuosi, prepotenti  denaro sporco,  micidiali conseguenze,cosa poteva uscire da tutto ciò?”

  Quale è il tuo rapporto  con Ciro Di Marzio, il fidato luogotenente,interpretato magistralmente da Marco d’Amore, cosa accadrà quando il boss  verrà arrestato. Sarà lui a prendere le redini come promesso da Savastano ?

“Si rispetteranno i ruoli che si evolvono,ma non dimentico mai di essere la moglie fiera del boss.”

Maria Pia, tanto eccellente lavoro, non pensi che avresti dovuto raccogliere di più?    “Può essere.  Qualche anno fa, recitavo con Sandra Milo in uno spettacolo teatrale di successo. Mi disse,vedi Maria Pia, tu sei brava, reciti con il cuore , hai scuola e  talento, ogni sera mi commuovi, farai  un bel tragitt ma il resto è fortuna , amicizie che contano , manager ammanigliati,politici e politicanti, una certa  supponenza  per farsi valere, tu  hai solo il talento che vale 2  e non basta. Forse  ti sentirai umiliata di fronte a certe situazioni di gente modesta che scala momentaneamente il successo, ma tu non sei dentro l’apparato e in quel sistema.”

I tuoi genitori erano d’accordo,  quando hai deciso di fare l’attrice?

 “Mia madre no,invece mio padre è stato complice e al momento dei miei primi successi si è rifatto dicendo a mia madre ,lo vedi che avevo ragione?”

Che madre sei?

“Ho un figlio, Giulio di 5 anni. Cerco di non farmi prendere dall’ansia, sono apprensiva, non è bene per la sua educazione e per la serenità .Ma poi al momento che devo osare, mollo, oggi per esempio ho fatto togliere le ruotine alla bicicletta di Giulio,  e’andato da solo ma ero convinta dell’operazione .Sono una sportiva, conosco i tempi, ho giocato in agonistica nella pallacanestro, per Giulio era giunto il momento. È venuto con me, perchè sono più paziente di suo padre.”

    Che moglie sei, ti passo Gianluca mio marito.

 Che moglie è Maria Pia?

 “E’ la moglie  delle mogli”

 Cioè ?

 “ Io sono l ‘uomo dei numeri, sono un ingegnere e lei è quella delle emozioni”.

  Tifi per  la squadra del Napoli Calcio? Chiedo a Maria Pia.

 “Tifo Napoli, come mio padre, pensa gli ho regalato Sky per seguire il calcio, lui è un patito, ma non  segue le partite, ha paura di un infarto, io allora gli telefono e lo  rassicuro, stai tranquillo il Napoli vince.Mio marito è invece tifoso della Roma, dai tempi del mitico Falcao e lui è napoletano, mi sta convincendo a cambiare casacca,   soprattutto poi sta facendo  diventare Giulio romanista, con sommo dispiacere di  mio padre.Pensa quando di recente siamo andati a vedere  Roma Milan,gli abbiamo comprato la sciarpa e la bandiera giallorossa da un venditore ambulante napoletano, mi ha sentito parlare con  la flessione partenopea, mi ha guardato ed ha esclamato accorato “signò è  nu’ scuorno”.Chissà aveva ragione.”

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