MATTEO RENZI HA FATTO 13. E ANCHE PER IL DL IRPEF CHIEDE LA FIDUCIA: UNA OGNI DIECI GIORNI

Lucio Giordano

DI LUCIO GIORDANO

E sono tredici. Di questo passo Matteo Renzi raggiungerà in poche settimane il record dell’ultimo governo Berlusconi: 53 voti di fiducia, però  in quasi quattro anni di legislatura. L’ex sindaco di Firenze  va avanti, senza guardare in faccia nessuno, una volta ogni dieci giorni. Questa infatti la media di Renzi.

L’ennesima fiducia sul dl Irpef che  riunisce il  celebre bonus di 80 euro in busta paga,  la riduzione del cuneo fiscale sui redditi dei lavoratori dipendenti, l’estensione del taglio Irap del 10% anche alle partite Iva nella prossima legge delega, il rinvio del pagamento della Tasi nei comuni “ritardatari”, l’aumento del prelievo sulle rendite finanziarie, l’aumento della tassa per il rilascio del passaporto, tagli ai ministeri e alle municipalizzate e un tetto alle retribuzioni dei dipendenti pubblici fissato a 240mila euro lordi, verrà chiesta  mercoledi 19 giugno.

Peccato che   Giorgio Napolitano l’8 agosto 2012, governo Monti, segnalasse  proprio  l’anomalia legislativa dei troppi voti di fiducia che vengono chiesti dal governo. L’indice di Napolitano, si leggeva, e’ puntato “sul Parlamento che rischia di essere ulteriormente marginalizzato nel suo ruolo legislativo e di controllo dell’esecutivo dall’uso eccessivo della decretazione d’ urgenza. Quest’ultima e’ una tendenza che in e’ in atto da tempo. Giustificata per assicurare una rapida governabilita’ , la richiesta di voto di fiducia ha però ormai le caratteristiche di un ruolo intrusivo del governo nell’agenda parlamentare” .

Ecco, appunto. Perchè questo richiamo, valido per Berlusconi e Monti,  non è più valido per Matteo Renzi?  L’ex sindaco di Firenze dice che il suo decisionismo è per il bene dell’Italia, che andrà  avanti come un treno con ci ci sta. Azzoppando il concetto di rappresentanza democratica . Peccato che un esponente del suo stesso partito, Vannino Chiti, sempre un paio di anni fa ammonisse: “: ”In Italia passa quasi sotto silenzio un susseguirsi pressoche’ continuo di decreti legge del governo, approvati con il voto di fiducia. Cosi’ non si puo’ continuare. Il ruolo del Parlamento diviene inesistente. E’ indispensabile un passo nei confronti del governo da parte dei presidenti di Camera e Senato. Spetta a noi, non ad altri, tutelare la funzione del Parlamento” .

Giusto: cosi non si può continuare. Sarebbe il caso dunque che qualcuno avvertisse l’attuale premier di una cosa:  il governo non può governare da solo, come invece sta facendo.  Certo Renzi non è stato il primo presidente del consiglio ad aggirare gli ‘ingombranti  ostacoli’ di camera e senato. Però, come esattamente  due anni fa, ci si continua a chiedere: : ma cosa c’entra il voto di fiducia con la democrazia? Governare in questo modo infatti equivale a voler vincere facile e porta ad un solo risultato: svuotare il parlamento di tutti i suoi contenuti. Vuol dire infischiarsene di rappresentare per davvero tutti  gli italiani. Vuol dire insomma  governare alla marchese del Grillo. Che  stavolta non è Beppe.