ARMI CHIMICHE SIRIANE: LA CALABRIA ATTENDE UNA RISPOSTA

Ennio Remondino

DI ENNIO REMONDINO

L’ultimo comunicato dell’OPCW, l’organizzazione internazionale che ha l’incarico Onu di eliminare le armi chimiche siriane è di due giorni fa e non dice nulla su ciò che interessa tutti: quando quelle benedette armi chimiche spariranno dalla Siria, transiteranno per l’Italia e andranno al diavolo

L’ultimo comunicato dell’OPCW , l’organizzazione con incarico Onu di eliminare le armi chimiche siriane è l’esaltazione dell’inutile. Ripete il già noto e non dice una parole su ciò che tutti, a partire da Gioia Tauro e in tutta la Calabria tirrenica avrebbero diritto di sapere: quando quelle benedette armi chimiche spariranno dalla Siria, transiteranno per l’Italia per andarsene rapidamente al diavolo. Per fortuna che ora sappiamo che “Il direttore generale ambasciatore Ahmet Üzümcü ha aggiornato il Consiglio Direttivo sugli sviluppi connessi con la missione di eliminare le armi chimiche siriane”.

 

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Ebbene? “Ritardi in corso nel trasporto del restante 8% delle sostanze chimiche”. Insomma, la Siria mancherà la data obiettivo del 30 giugno per la completa distruzione dell’arsenale. Detto in altra maniera, più vicina agli interessi italiani, manco entro giugno Gioia Tauro e la costa tirrenica della Calabria potrò liberarsi dell’incubo del trasbordo del carico micidiale dal cargo scandinavo Ark Futura alla nave laboratorio della marina statunitense Cape Ray dove tutto dovrebbe essere reso innocuo, ‘disinnescato’ come arma e -promettono- non essere scaricato in mare. Proviamo a crederci.

chimica bomb sito 600

 

Veniamo a sapere di progressi nella distruzione dei 12 impianti di produzione di armi chimiche, ma di problemi per quanto riguarda le strutture sotterranee. Archeologia del terrore. Follia di guerra che continua ad usare quelle armi di distruzione di massa. Secondo gli ispettori OPCW-OPAC, sostanze chimiche tossiche, probabilmente agenti irritanti polmonari come il cloro sarebbero stati utilizzati in Siria. Più o meno quanto già si sapeva, ma questa volta col timbro delle Nazioni Unite. Resta il silenzio su quando mai potrà concludersi la vicenda che tiene in apprensione un pezzo d’ Italia.