FNSI. FIRMATO ACCORDO SULL’EQUO COMPENSO, MA NON BASTA.

Cinzia Gubbini

DI CINZIA GUBBINI

Analizziamo il discorso dell’Fnsi sull’equo compenso. Se ho capito bene loro dicono: “Ehi state allegri! Avete presente quei giornalisti che venivano pagati 1,50 euro per pezzo? Senza contributi? Ora grazie al nostro duro lavoro non accadrà più, infatti il giornalista deve essere pagato 250 euro lordi per 12 collaborazioni mensili (il che sarebbe 20 euro lordi a pezzo) e in più deve avere i contributi versati. Io mi sento umilmente di rispondere: “Ehi! Di questo fantomatico giornalista pagato 1,50 euro lordi a pezzo ne ho sentito parlare, ma sicuramente non lo incontro tutti i giorni tra i miei colleghi. Anche perché , se fosse così , staremmo tutti quanti già facendo un altro lavoro. Quindi: “Ehi! Non prendermi in giro”. E’ come dire:”Hai presente l’ultima carestia in Somalia? Stai allegro perché quest’oggi ti tocca un pezzo di pane”.

Ora, è evidente che io sono preoccupata per ciò che accade in Somalia, tuttavia sono abbastanza sveglia da rendermi conto di non vivere in Somalia. Quindi: sono preoccupata per il mio collega che guadagna 1,50 euro a pezzo. Ma sono anche abbastanza convinta che, se lo incontrassi, lo inciterei innanzitutto a non fare più quel lavoro (come incito ogni giorno i tanti miei colleghi che conosco e che lo fanno addirittura gratuitamente, altra vera piaga). Inoltre gli consiglierei di rivolgersi al sindacato, convinta che pagare una persona 1,50 euro lordi per pezzo sia illegale, e non serve per dirlo una “legge sull’equo compenso”.

Leggere le tabelle allegata alla legge sull’equo compenso, invece, mi fa sinceramente domandare in che posto viviamo, in cui il lavoro viene considerato come una proprietà gentilmente concessa al popolo per potersi sfamare? E in particolare il mestiere del giornalista uno sciocco hobby da dandy? Un orpello?

Se una legge sull’equo compenso andava fatta doveva avere le condizioni generalmente offerte dalla grande editoria ai collaboratori. Non si tratta di cifre da fame, ma visto che i collaboratori sono sempre di più un elemento importante per le redazioni, è ora di discuterne in modo sereno e costruttivo cercando il più possibile di offrire garanzie minime ai lavoratori. Senza mettere in scena masse di sfruttati col sindacato sul cavallo bianco che ti viene a salvare. Anche perché, se ho ben capito, queste cifre “minime” saranno applicate soltanto ai collaboratori “continuativi”. Cioè: per aspirare ai suddetti 250 euro al mese lordi deve produrre almeno 12 articoli al mese. Questo vuol dire essere un collaboratore su cui quella redazione conta. E, ma su questo davvero credo di aver letto male poiché la mia soglia di tolleranza non è altissima, mi pare di capire che per chi collabora con i siti devi avere al suo attivo 40 segnalazioni al mese pubblicate per aspirare a 3 mila euro lordi all’anno, ma forse intendo 40 segnalazioni all’anno..vero?

E anche fosse 40 segnalazioni all’anno pubblicate da uno stesso sito, ma di che cosa stiamo parlando?!?!