AMARCORD.LANDO BUZZANCA: ” MIA MOGLIE NON C’E’ PIU’. E ADESSO IL BACIO A CHI LO DO?”

DI LUCIO GIORDANO

“ La notte, tutte le notti ormai, apro gli occhi di soprassalto. Sposto la mano destra per carezzare mia moglie, come facevo sempre nel dormiveglia. Poi realizzo la situazione e dentro di me urlo: “ Non c’è. Non c’è più. Devi fartene una ragione, diamine, inutile cercarla”. Sono otto mesi che Lando Buzzanca, il grande attore di cinema e di fiction come mio figlio e  I vicerè , ha perso la sua Lucia a causa di un brutto male. E da quel giorno la sua vita, il suo cuore fanno fatica a ripartire. Anche il suo fisico ha stentato a riprendersi. Il 9 maggio scorso, infatti, Lando è stato operato per un tumore alla prostata all’Ospedale San Raffaele di Milano.  Buzzanca, che circa un mese fa ha perso pure Aldo, uno dei suoi otto fratelli,  è uno che crede nella somatizzazione delle malattie. Ribadisce il concetto anche  sulla terrazza della sua casa romana che, senza  la donna con la quale ha condiviso quasi 55  anni di matrimonio, lui descrive come una reggia triste  . “ E’ cosi, precisa l’attore, Lucia ed io eravamo una cosa sola, una sola anima. E  quando se n’è andata io mi sono ammalato. Per settimane, dopo la sua scomparsa,  ho avuto il fuoco di Sant’Antonio, una malattia infettiva che provoca bruciore e prurito in tutto il corpo e in alcuni casi viene scatenata proprio  dallo stress. Mi sentivo spossato. E non solo psicologicamente. Allora i miei figli, Mario e Massimiliano, mi hanno quasi obbligato ad andare dal medico di famiglia per farmi prescrivere delle analisi. I valori della prostata, stranamente, erano raddoppiati. Cosi mi sono sottoposto ad ulteriori accertamenti. E quando sono andato dall’urologo, gli ho chiesto serenamente, rassegnato ma senza un filo di paura: ‘ adesso cosa devo fare, dottore?. E lui: ‘Bisogna operare d’urgenza, signor Buzzanca. Ma ce la farà, non ho dubbi’. Neanche io ne avevo. Scendendo le scale dello studio ho pensato che quella in fondo fosse la tempesta perfetta della mia vita. Che è come se il destino avesse voluto mettermi alla prova, dopo la morte di  mia moglie. ‘ Evidentemente, mi ripetevo mentre aprivo la porta di casa, devo toccare il fondo, per risalire, provare la sofferenza fisica che aveva provato Lucia prima di andarsene. Poi ho ragionato sul fatto che il mio fisico si era  debilitato proprio a causa del dolore provato, perché sono convinto  che molte malattie siano psicosomatiche. Prima della morte di mia moglie infatti stavo benissimo, gli esami di un anno fa stanno li a confermarlo”.

E cosa ha fatto a quel punto, Lando?

Ho telefonato ai miei due figli per capire come agire. Mario, che vive a Bangkok, la capitale della Thailandia, voleva tornare a  Roma con il primo aereo. L’ho tranquillizzato sulle mie condizioni di salute  e sospirando ho aggiunto: figlio mio, sei appena rientrato a casa, dalla tua famiglia. Hai seguito la malattia e gli ultimi giorni di tua madre. E’ spirata tra le tue braccia. Io non sono in pericolo di vita. Non ho paura di morire. Eono certo che non morirò. Inoltre  Massimiliano è disposto ad accompagnarmi a Milano, già la prossima settimana. Ti informeremo tutti i  giorni’ . Alla fine quelli più preoccupati erano proprio  i miei figli. Io no: ero fiducioso e sereno . Come se andassi a fare il tagliando ad un’auto ancora potente ma con un bel po’ di chilometri sulle spalle . L’8 maggio, dopo aver fissato l’appuntamento, sono stato ricoverato al  San Raffaele. Il giorno 9 ero sotto i ferri. L’operazione è stata  eseguita con un speciale robottino, cosi si chiama in gergo medico quell’apparecchio di ultima generazione che consente al chirurgo di operare senza il rischio di sbagliare. Sa, quello alla prostata è un intervento delicato, un errore e si compromette  la virilità. Ho chiesto io al chirurgo  di salvaguardarmela. Non si sa mai”. Buzzanca spezza il racconto con un risata di cuore: “ Il sesso è vita, aggiunge, e magari in futuro non voglio precludermi la possibilità di avere altri rapporti. Semmai il problema è un altro.

Quale, Buzzanca?”.

La cifra che ho dovuto sborsare: 39 mila e settecento euro, quasi ottanta milioni delle vecchie lire. Che non sono bruscolini. Ma come dicevano i miei genitori: la salute viene prima di ogni cosa e per fortuna avevo la disponibilità economica per  l’intervento in clinica.

Dopo l’operazione cosa ha fatto?

Sono rimasto in albergo per quasi due settimane sottoponendomi ad una serie di esami quotidiani . Nel frattempo giravo con il catetere, che  poi è stato l’aspetto più fastidioso dell’intera vicenda. Quindi  una mattina mi ha telefonato il chirurgo che mi aveva operato: Signor Buzzanca, ha esordito  con voce allegra. Posso dirle che lei è perfettamente guarito. Può anzi tornare a casa sua a Roma. Gli ho risposto solo: bene , bene. Poi ci ho pensato su e pochi minuti dopo  gli ho inviato un sms: gentile dottore, sono contento di essere guarito come dice. Però ora le domando: perchè mi scappa sempre la pipi? Io rido, cammino, tossisco e non riesco a trattenermi”: Normale decorso post operatorio, è stata la sua risposta. Due mesi dopo l’intervento in effetti mi sento molto meglio, ho riacquistato colorito ed energie. E potrei anche fare a meno del pannolone, ormai. Ma siccome non mi fido e se capitasse di farmi la pipi addosso in pubblico mi imbarazzerei tantissimo, tutte le volte che esco per lavoro o con gli amici lo indosso. Ma non mi capita spesso di fare vita mondana. Preferisco starmene in casa da solo, leggere un libro e sbirciare di tanto in tanto  in cucina nella speranza di trovare lei, mia moglie, mentre prepara  la cena. Non riesco ancora a rendermi conto che non ci sia più. Tutte le volte che parlavamo della morte, quasi urlando le dicevo: ‘non voglio nemmeno prendere in considerazione l’ipotesi che te ne possa andare prima di me. Se dovesse capitare, mi ammazzerei un istante  dopo. L’amore per la vita ha vinto ma soffro maledettamente per la sua assenza. Per la fine di un amore durato  quasi 55 anni. Cinquantacinque anni e tre schiaffi in tutto. Che mi ha dato sempre lei.
Perché Lando?

Vede, io non sono un romantico, ma un sentimentale si. E i miei sentimenti nei suoi confronti erano forti, sinceri. Lucia è stata l’unica donna che abbia davvero amato in vita mia. Ci siamo sposati che eravamo due ragazzini: io avevo venti anni, lei due di meno. Però non le nascondo di aver avuto altre avventure in questi anni. Me lo lasci dire: l’uomo è uomo a qualsiasi latitudine. E quando una donna ha deciso di puntarti gli occhi addosso, perché ti ha scelto, resisterle è difficile. Ricordo un’attrice americana, molto famosa, ancora in vita,  in un film diretto negli stati Uniti  dall’attore rossano Brazzi nel 68: sette uomini e un cervello. Lei si era invaghita di me e una sera , alla fine delle riprese, mi invitò a cena. Poi tornammo in albergo, lei bussò in vestaglia alla mia porta e pochi istanti dopo si adagiò sul mio letto. Provai a resisterle dicendo :’Io sono sposato’. Tutto inutile

E fu  in quel caso che  sua moglie  scopri la tresca  e le diede il primo dei tre schiaffi?

No. Quello arrivò  con la giovane  figlia di un ambasciatore, circa trent’anni fa. Lei si era innamorata di me  mentre mi trovavo sul set di un film, a Milano. L’attrice Silva Koscina,  cara amica di Lucia,  chiamò mia moglie per metterla in guardia. Al mio ritorno a Roma litigammo e lei mi mollò un ceffone. “Sei mio marito, ti ho scelto con tutte le mie forze e ti amo, ma tu non farmi soffrire, Lando. Ti prego”. Me lo disse con un tono supplichevole che meritava ancora di più tutto il mio amore. E cosi è stato. Tutte le volte che la tradivo mi sentivo terribilmente in colpa, ma mi consolava il fatto che per me  le altre erano storie senza importanza, con Lucia invece  era passione vera” Lo sguardo di Lando fugge verso l’infinito. Poi Buzzanca  riprende il filo del discorso. ‘Che donna. Che meravigliosa donna è stata , mia moglie. Pensi: quando si è ammalata, ha fatto di tutto per  nascondere la gravità del  male’.

In che modo? domando

Soffriva di Epatite c, Lucia. Negli ultimi tempi, dopo un intervento riuscito e dal quale sembrava essersi ripresa completamente, aveva iniziato a sentirsi fisicamente molto stanca. Io non me  ne rendevo conto. In quel periodo lavoravo dodici ore al giorno sul set della serie tv per rai uno il restauratore, in onda prossimamente..  Ero colpevolmente distratto. Ricordo che nell’ultima settimana di vita di mia moglie Basilio, il personaggio che interpretavo, andava tutti i giorni al cimitero per trovare Maria, la moglie scomparsa da poco. Quando si dice il destino…. Una sera, tornando a casa  vidi Lucia molto debilitata. Allora le ordinai  quasi di farsi ricoverare con urgenza  a Milano, in una clinica specializzata in malattie del sangue. La sera prima di partire, però,  volle dormire nella camera degli ospiti. Lo faceva per non darmi fastidio.  ‘Tossisco spesso e Domani, Lando, devi lavorare all’alba’, mi disse prendendo il crocefisso dalla nostra camera da letto. Quella notte mi alzai per osservarla mentre provava a prender sonno. Era dolcissima. Le sussurrai : Martedi finirò  le riprese, Lucia, e verrò subito da te,  a Milano. Se n’è andata tre giorni prima. Al rimorso per averla tradita in  tutti questi anni si è sommato quello per non essere arrivato in tempo per tenerle la mano durante il suo ultimo, consapevole ricovero. Di morire, infatti, Lucia  se lo sentiva. Me lo ha confidato giorni fa il mio benzinaio di fiducia. ‘Questo è l’ultimo pieno che farò, gli disse. La saluto. E le raccomando mio marito, gli stia vicino”. Gli occhi di Lando si inumidiscono, le mani si uniscono forte. Esclama: ‘perché, perché te ne sei andata, Lucia?”

Dopo la convalescenza , tornerà al lavoro, Buzzanca?, domando per distoglierlo dai pensieri colmi di dolore. E lui: “ Si in settembre interpreterò un generale molto cattivo in una serie per rai uno ambientata nell’argentina del 900. Però le confesso che in questo momento non avrei voglia di tornare a lavorare, anche se il lavoro di solito aiuta a superare un lutto o un’operazione come quella alla quale sono stato sottoposto. E sa perché non ne ho voglia? perché mi sembra tutto  inutile. In questi mesi ho infatti capito di aver recitato per quasi sessant’anni senza fermarmi un attimo, per dimostrare a mia moglie che non aveva sposato un fallito. Ho fatto tutto per lei, insomma. Volevo fosse  fiera di me”. Sorride con un retrogusto amaro, Lando. Fissa lo sguardo verso la cucina. Mi domanda : Sa qual è la cosa che mi manca di più di mia moglie? Glielo dico subito:  Il bacio che ci davamo tutte le sere prima di metterci a tavola, invece di augurarci buon appetito.  Ecco, adesso, io quel bacio a chi lo do?”.

15 luglio 2011