PER GUIDO TABELLINI DELLA BOCCONI BISOGNA ABBASSARE I SALARI. PER IL LAVORO ITALIANO LA CINA È SEMPRE PIÙ VICINA

DI LUCIO GIORDANO
In una intervista rilasciata al fatto quotidiano Guido Tabellini , ex rettore della Bocconi di Milano , dice che la ipotesi di far scendere i salari al di sotto dei minimi contrattuali è meglio di una alta disoccupazione.E che questa è una delle ricette per rilanciare l economia italiana. Bene. A casa mia si chiama ricatto. Ma al di là di ciò, nulla di nuovo sotto il sole. Lo sapevamo da tempo  che sarebbe andata a finire così e noi di Alganews avevamo scritto spesso che l obiettivo di multinazionali, finanza e non solo fosse esattamente quello. Creare cioè manodopera a basso costo nei paesi del Sud Europa per contrastare il bassissimo costo del lavoro cinese. Dai e dai ci sarebbero arrivati. Ci stanno arrivando.Salari dimezzati e precarietà assoluta. Questo è.

Resta da capire come potranno gli italiani onesti vedersi ridotti magari anche della metà
gli stipendi e continuare a pagare beni e servizi a prezzo pieno. Ma evidentemente ai bocconiani che dovrebbero studiare economia la cosa interessa poco o niente. Come interessa poco  sapere che  se lavori sereno produci di più. Se lavori con il fiato sul collo, la speranza si affievolisce giorno dopo giorno  e se cresce l ansia di perdere il posto sicuro a tempo indeterminato, e pagato meno di un affitto di casa, produci invece solo depressione e lavori malissimo. Pazienza, dirà qualcuno. Si, pazienza. Peccato che gli italiani in questo modo siano stati costretti  a prendere contromisure.  Da tempo hanno iniziato a rinunciare al superfluo e acquistano solo lo stretto indispensabile.  In questo modo si che l economia italiana si avvita e non ripartirà mai più. Lo capirebbero pure gli scemi. Se insomma non si invertira subito la rotta , puntando sulla stabilità del lavoro e su stipendi più che dignitosi, non ci saranno  davvero speranze. Anche per chi questo gioco pericoloso lo ha inventato. Perché pure chi auspica un costo del lavoro striminzito , alla fine le merci prodotte se le darà in faccia. E a quel punto sarà proprio il caso di dire che la Cina è vicina. Anzi. La Cina saremo noi.