L’OBIETTIVO DELLA FINANZA INTERNAZIONALE: VENDERE IL MADE IN ITALY NEL MONDO AI PREZZI DEL MADE IN CHINA.

Alessandro Troya

DI ALESSANDRO TROYA

A proposito della proposta di Guido  Tabellini, ex rettore della Bocconi di abbassare i salari dei lavoratori italiani. Purtroppo i progetti della finanza internazionale badano ai risultati di medio periodo. Significa che, fondamentalmente, se ne infischiano se una riduzione dei salari si traduce in un calo ulteriore dei consumi e un abbassamento del tenore di vita dell’intero Paese. Le multinazionali e il mondo della finanza spostano i loro obiettivi verso altri mercati che possano compensare il calo dei consumi interno; l’obiettivo finale è vendere il Made in Italy nel mondo ai prezzi del Made in China. E gli unici a perderci saremo noi, che dovremo disabituarci a servizi e beni di consumo che oggi diamo per scontati. I prezzi delle case, dopo un primo periodo, si adegueranno al mercato e chi ha comprato negli ultimi 10 anni si troverà a pagare un mutuo più alto del valore dell’immobile. Gli affitti percepiti serviranno a malapena a pagare Irpef, IMU e le altre tasse che si stanno inventando sulla casa. Si acquisteranno auto di piccola cilindrata in quanto avremo le accise sempre più alte sui carburanti. Continuo? Sono troppo catastrofista? Siamo ancora in tempo per fermare questo declino…