ITALO TRENO. UN TWEET DI GASPARRI VA FUORI DEI BINARI

Alessandro Troya

DI ALESSANDRO TROYA

Dopo le indiscrezioni, apparse su “La Repubblica”, di una mobilità per quasi un terzo dei 1000 dipendenti NTV, il senatore Gasparri ha pensato bene di twittare: “Italo treno. Ma che promozioni, presto chiuderete”.

Ne è nato un battibecco a suon di tweet culminato con la dura quanto sensata e condivisibile dichiarazione di Della Valle.

NTV ha un passivo di bilancio, è vero; ma è altrettanto vero che non si può pretendere guadagni da un’azienda che ha avuto pesanti investimenti strutturali (circa un miliardo di euro solo per lo start up). NTV aveva previsto il break even, ovvero il pareggio tra costi e ricavi, a fine 2014. La perdurante crisi ha colpito anche i trasporti pubblici e l’alta velocità, inoltre molti utenti Frecciarossa non hanno avuto il coraggio di staccarsi da “mamma Trenitalia” e provare il nuovo competitor.

La speranza, da consumatore, è che la dirigenza NTV abbia previsto l’eventualità di avere passivi per il 2014 e il 2015.

La speranza, da consumatore, è che ci sia una vera liberalizzazione del trasporto su rotaia, con una reale separazione tra chi gestisce la rete – RFI – e Trenitalia, oggi sotto lo stesso cappello.

Non dimentichiamoci, infatti, che troppi sono stati gli sgambetti ai danni di NTV (rallentamenti nel completamento di Roma Tiburtina, ostruzionismo a Roma Ostiense, i marciapiedi a Rimini) senza che ci sia stato un intervento da parte dell’Authority dei Trasporti.

Inoltre, se diventerà reale la minaccia di Enel di togliere il regime tariffario agevolato per le FS ci sarà sicuramente un aumento di tutte le tariffe ferroviarie, che sarà ancora più alto se perdiamo l’unico concorrente!

Quindi usiamo Italo, ma anche SNCF, DB o chiunque sia presente come operatore serio e con servizi adeguati per i consumatori. Concorrenza reale, e leale, significa posti di lavoro e vantaggi per il nostro portafogli.