UN NUOVO OLOCAUSTO: L’AVVOCATURA MEDIO-BASSA E I DIRITTI DEI CITTADINI

Lucio Giordano

LETTERE AD ALGANEWS

Egregio dr. Giordano, Le trasmetto un articolo sulla scottante problematica riguardante gli avvocati e la giustizia redatto dall’avv. Ortu, membro del direttivo afferente al Gruppo di Lotta FB titolato “In difesa dell’Avvocatura medio-bassa”.

Grazie.

Cordialità, avv. Fulvio Pironti Avv. Pasqualina Ortu Membro Direttivo Gruppo Fb “In difesa dell’Avvocatura medio-bassa”

Ritardi nella definizione delle cause? Costi elevati delle cause e dei processi? I criminali possono circolare liberamente? Il contenzioso è aumentato? L’evasione fiscale? Sembrerà strano, ma le colpe ricadono sempre sugli avvocati. Queste sono solo alcune delle accuse che ci vengono rivolte da più parti. Troppi sono convinti che gli avvocati siano una casta di intoccabili, di faccendieri, di disonesti, di manipolatori… e poco ci manca che non ci si accusi pure di aver accoltellato Giulio Cesare!

Chi vive la vita dell’avvocato, invece, non solo non si sente membro di una casta, ma sa di essere un cittadino di serie “z”. Qualcuno ha deciso per noi il futuro della professione e, per certo, chi detta le regole del cambiamento, ha in mente una riduzione drastica del numero degli avvocati e la riduzione al bisogno dei molti che si opporranno al non allineamento. In buona sostanza: noi saremo ridotti alla fame e i cittadini resteranno in balìa dei politici di turno e dei poteri forti. Storicamente siamo le prime vittime dei sistemi repressivi e, se questo sistema riuscirà a fagocitarci, dopo di noi saranno colpiti i cittadini comuni.

I regimi infatti, colpiscono e cercano di neutralizzare innanzitutto gli avvocati che, contrariamente a quanto si vuol far credere, sono i tutori della democrazia e della libertà, i soli legittimati ad opporsi e tenere testa al potere costituito per garantire i diritti dei cittadini. Uno dei più gravi attacchi agli avvocati venne posto in essere, alcuni anni or sono con la eliminazione delle tariffe minime. Esse avevano la funzione, da un lato di garantire agli avvocati un reddito adeguato alle prestazioni svolte e dignitoso, dall’altro assicuravano ai cittadini la professionalità dell’avvocato scelto. Si cominciò così a preparare il sepolcro per gli avvocati, mentre i cittadini venivano artatamente male informati e, a giustificazione della manovra, si disse che in questa maniera si sarebbero ridotte le spese di giudizio.

In realtà, solo le parcelle degli avvocati si sono ridotte, ma non le spese di giudizio per i cittadini. I soli ad essersi avvantaggiati dalla situazione sono stati le banche, le assicurazioni e le società di capitali che costringono gli avvocati a lavorare per loro in cambio di somme irrisorie. I cittadini comuni, grazie a questo, sono diventati facile preda di avventurieri che potendo ridurre i prezzi al di sotto dei minimi, propongono prezzi stracciati, evadono il fisco e non assicuravano una valida prestazione… per loro, nonostante la riduzione al bisogno degli avvocati, le spese sono notevolmente aumentate. I contributi unificati ormai hanno raggiunto livelli stratosferici. L’idea del legislatore è quella di aumentare le spese di accesso al giudizio per ridurre il contenzioso.

In realtà si sta rendendo la giustizia accessibile solo ai ricchi: i limiti per l’accesso al gratuito patrocinio sono talmente bassi che solo chi percepisce redditi occasionali può usufruirne, gli altri se sono vittime di un reato o di una ingiustizia, sono costretti a tacere. Il processo civile telematico ha ulteriormente costretto gli avvocati ad esborsi per attrezzarsi adeguatamente e, ancora una volta, ha consentito l’aumento dei contributi unificati. Ma un altro fantasma aleggia nei palazzi di giustizia: la cd degiurisdizionalizzazione… termine quasi ostrogoto che, in sostanza, sta a significare che lo Stato non vuole più occuparsi di alcune materie di cui fino ad oggi si è occupata in via esclusiva.

Così, nonostante tutti i soldi che lo Stato ricava dall’accesso alla giustizia e che distribuisce in mille rivoli ha deciso di non occuparsi più dei diritti disponibili lasciandoli alla amministrazione dei privati. Ciò comporta che i cittadini verranno dirottati da un giudice terzo ed obiettivo, pur con tutti i dubbi annessi e connessi, per essere gettato in pasto a società e organismi vari, che si occuperanno della amministrazione della giustizia in luogo dello Stato. Ciò in spregio alla Costituzione… ma gli ideatori di questo insano programma hanno già in serbo una interpretazione assolutamente in linea con i loro disegni.

I cittadini, dunque, avranno la possibilità di farsi giustizia… è indicativo il fatto che il reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni venga depenalizzato. Chi emana le leggi, ben sa che questo è il preambolo dell’anarchia. Ma la legge dell’interesse di pochi, vale molto di più degli interessi collettivi. Così si frappongono ostacoli, fra il cittadino e la giustizia. Chi intende agire in giudizio prima deve attivare il procedimento di mediazione… poi c’è l’arbitrato… poi la negoziazione assistita… solo dopo potrà andare davanti ad un giudice… dopo aver speso tanti denari, il malcapitato cittadino, se vorrà ottenere un giudizio dovrà ulteriormente cacciare tanti denari… e finirà nei meandri di una giustizia, dove il suo diritto ad agire e difendersi è notevolmente affievolito se non vanificato… il suo avvocato avrà le mani legate e un bavaglio alla bocca… se il giudice dovesse sbagliare… troppi filtri in appello gli impediranno di ottenere un secondo giudizio… dovrà pagare persino per conoscere le motivazioni della decisione che ha sollecitato. Per giunta, al solo fine di complicare le cose, il legislatore ha disposto che il creditore il quale abbia la buona sorte di poter pignorare un terzo debitore (solvente) del suo debitore, dovrà agire nel territorio del debitore sottoposto ad esecuzione, non presso il terzo. Questo contro ogni logica che fino ad oggi aveva suggerito che si agisse nel luogo ove si trovano i beni da sottoporre ad esecuzione. Gli avvocati non potranno che sostenere moralmente i propri clienti (magari con una bella pacca sulla spalla) perché pian piano si sta togliendo la libertà di parola al difensore che potrà e dovrà esclusivamente basarsi sulla giurisprudenza esistente, senza alcuna possibilità di innovare e di contribuire a migliorare il diritto; un giudice potrebbe giudicare la nuova idea come lite temeraria e punire l’avvocato con sanzioni personali. La maniera più efficace e veloce per ottenere questo è ridurre gli avvocati alla fame: così fioriscono come funghi leggi che dimezzano le spettanze, che impongono tributi assolutamente illegittimi e costi del tutto inspiegabili: le norme in materia di gratuito patrocinio riducono gli onorari di avvocato del 50%, si costringono gli avvocati privi di reddito a pagare i contributi alla cassa forense, si costringono i piccoli studi a stipulare obbligatoriamente una assicurazione, a munirsi di strumenti particolari per adeguarsi al PCT, con costi notevoli, a pagare costosi corsi di formazione, di aggiornamento, a diventare mediatori, arbitri, a munirsi di POS e tante altre diavolerie studiate ad hoc. Le norme in materia di cassa forense costringeranno circa 50.000 avvocati a pagare costosi contributi, pur essendo privi o pressoché privi di reddito e, se non ce la faranno saranno radiati dagli albi… vogliamo specializzarci? Dobbiamo pagare ulteriori e costosi corsi di formazione e dimostrare di avere almeno 50 nuovi casi l’anno (questo nel penale è difficoltoso anche per gli studi di maggiori dimensioni) … ma qualcuno ha mai sentito di un medico specialista cui è precluso l’esercizio della professione perché non ha un numero adeguato di pazienti? Appunto! Qualcun altro oltre gli avvocati, vengono radiati dagli albi e non possono più esercitare la professione, sol perché non possono corrispondere i contributi previdenziali? Quali lavoratori, oltre gli avvocati sono costretti a prestare la loro opera per la metà della retribuzione minima ritenuta idonea dalla legge? Quanti sono costretti ad assicurare un servizio pubblico, senza retribuzione? Questo accade regolarmente quando l’avvocato viene nominato difensore d’ufficio in udienza. Ecco. Se questa è una casta, a me sembra piuttosto una legione di aspiranti zombies. Ah già… dimenticavo: siamo troppi… e siccome siamo troppi aumentano le cause, come dire che se aumentassero i medici, ci sarebbero più malattie; se aumentassero gli agenti di polizia aumenterebbero in maniera esponenziale i reati. Sarà per ridurre il numero di reati che si mantiene basso il numero dei magistrati? Mah! Questa è la nostra realtà. Non quella che viene costantemente e callidamente sciorinata dai troppi politici o giornalisti o magistrati in malafede o… dagli stessi vertici dell’avvocatura, troppo interessati a costituire i megagalattici studi del futuro, dove gli avvocati oggi ridotti alla fame, per vivere dovranno porsi alle dipendenze dei potenti di turno e obbedire… con buona pace dei diritti dei cittadini! Prima di aprire la bocca per darle fiato, qualcuno dovrebbe trascorrere una giornata con un avvocato, stare in studio, andare in udienza, vivere sulla propria pelle le carenze di organico nelle cancellerie e tra i magistrati, avere a che fare con controparti, magistrati, personale di cancelleria e vivere la guerra quotidiana del sopravvivere e far sopravvivere i poveri clienti che finiscono tra le maglie di questa strana giustizia dove il primo che si alza spesso detta legge… dove per lo stesso fatto Tizio viene assolto e Caio viene condannato con il massimo della pena… arbitrio di giudizi, corruzione, inefficienza, ignoranza… tutto questo è oggi la giustizia… con la g minuscola.

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